Diritti

Francia, la svolta per i donatori gay

Dopo anni di lotte, il Paese abbatte le discriminazioni contro gay e donazioni di sangue. Divieto abolito anche in Grecia e in Israele. In Italia si può donare, dal 2001
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14 gennaio 2022 Aggiornato alle 15:00

Fino a ieri in Francia, per donare il sangue, bisognava dimostrare di aver rispettato un periodo di astinenza sessuale di almeno quattro mesi. Ma solo per gli uomini gay. Una nuova ordinanza del Ministero della Salute che entrerà in vigore il 16 marzo prossimo, stabilisce dei nuovi criteri di selezione, identici per tutti i donatori, eliminando così la discriminazione della donazione per l’orientamento sessuale.

Il nuovo questionario da compilare prima di ogni donazione identifica infatti solo le cosiddette pratiche di rischio individuale come l’uso di droga. Oltr’Alpe gli uomini omosessuali possono donare il sangue solo dal 2016, a condizione di non aver avuto rapporti sessuali nei 12 mesi precedenti, periodo di “astinenza” poi ridotto a 4 mesi nel 2020 - la interdizione esplicita risale invece al 1983, all’inizio dell’epidemia di AIDS. La differenza di trattamento tra omosessuali ed eterosessuali era giustificata dal più alto rischio di infezione da HIV tra gli uomini omosessuali. Come riporta il quotidiano francese Le Monde, negli ultimi decenni la cifra è notevolmente diminuita e così anche il rischio di trasmissione dell’HIV attraverso le trasfusioni di sangue. Nel 1990, una donazione su 310.000 poteva risultare sieropositiva e non rilevata; oggi, secondo il governo francese, questa probabilità è quaranta volte inferiore.

Anche in Grecia - negli ultimi giorni - è arrivata la svolta: grazie al nuovo decreto del Ministero della Salute, verrà cancellata la norma che vieta di donare il sangue agli uomini gay e bisessuali, divieto introdotto nel 1977.

In Italia, il nuovo millennio aprì alla donazione per tutti: dal 2001 nei moduli si smise di dichiarare la propria “non omosessualita”, limitandosi ai dati sullo stato di salute del donatore e su eventuali comportamenti sessuali a rischio.

“Finalmente una bella vittoria del movimento gay italiano – commentò nel 2001 Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay -. La discriminazione verso gay e lesbiche, infatti si traduceva ogni anno in una campagna omofobica di gigantesche proporzioni. Il vecchio decreto De Lorenzo era sbagliato da un punto di vista scientifico, discriminatorio e pessimo sul piano educativo perché diffondeva l’idea che il pericolo per la trasmissione delle malattie infettive fosse rappresentato dagli omosessuali in quanto tali”.

PS: buone notizie anche da Israele, che dal primo ottobre scorso ha tolto le restrizioni in vigore sulla donazione del sangue da parte degli omosessuali. Un “fatto storico”, lo aveva definito il ministro della sanità israeliana Nitzan Horowitz, unico membro apertamente gay del gabinetto del primo ministro Naftali Bennett.