Diritti

Proprio a te: il mestiere di scrivere delle persone

Non abbiamo dato la notizia della “medica prodigio” Carlotta Rossignoli perché - appunto - era ovunque. Però attaccarla per un orologio e definirla “sergente di ferro dall’ego straripante” non è la soluzione alla banalità dei media. È prendere la mira sbagliata
Credit: Bruno Pires
Tempo di lettura 4 min lettura
4 novembre 2022 Aggiornato alle 07:00

Il problema di scrivere una rubrica quotidiana o settimanale, per un giornalista o una giornalista, è il fatto di dover comunque pubblicare qualcosa anche se l’ispirazione manca. Mi sono sempre chiesta: come fa Massimo Gramellini tutti i giorni a trovare la sua vena? E Michele Serra con L’Amaca? E ancora, Marco Travaglio con i suoi lunghi commenti quotidiani?

Il fatto di dover produrre parole tutti i giorni, nonostante le mille altre questioni da seguire, sia per un direttore sia per una firma rende necessario trasformare l’ispirazione in mestiere, ed è forse per questo che anch’io tendo a non rispettare l’appuntamento con il mio editoriale il sabato. Perché ci sono giorni in cui la motivazione - e io motivo - per fare il nostro mestiere c’è. E altri in cui c’è meno, o non c’è proprio.

Ci sono giorni, poi, in cui, per mestiere, si sbaglia.

Si sbaglia perché non penso che si possa volutamente ammettere che un attacco di una firma oggi importante quanto Gramellini e Serra - Selvaggia Lucarelli - possa passare inosservato. Selvaggia, che ha scritto il famoso discorso femminista di Rula Jebreal a Sanremo. Selvaggia, sempre dalla parte dei più deboli, che si apre nel suo podcast raccontando il lato buio del nostro amare, ed essere amati (si intitola Proprio a me, edito da Chora Media, consiglio l’ascolto a chi non lo ha già fatto).

Piccolo resumé per chi non ha seguito la vicenda: Carlotta Rossignoli, veronese, è una studentessa influencer e modella. Si è laureata in medicina a 23 anni con 110 e lode, un anno di anticipo. È stata premiata nel 2017 da Mattarella come una dei migliori studenti italiani. Su Google, la sua storia e il suo volto sono stati ripresi da tutti i giornali che la descrivono all’unisono come il fenomeno dell’impegno. Dorme poco. Non ha amici.

Fa tante foto e viaggi.

Selvaggia ieri ha preso di punta la neolaureata di cui tutti e tutte abbiamo letto e invece che mirare al metodo con il quale ha superato tutti gli esami e si è laureata con un anno di anticipo - di cui le lamentele e lettere dei compagni di corso - e, ancora, il metodo con il quale sia stata incensata dai media (mea culpa del giornalismo) ha preso di punta la sua biografia “di merito” e l’ha fatta a piccoli pezzettini. Invece che guardare alla Luna - ovvero al sistema che ha promosso questo tipo di “meritocrazia scolastica privilegiata”, ai giornali che ne hanno scritto unanimemente entusiasti, alle tivù locali che l’han quasi osannata, al sistema dei social media che privilegia i selfie e le cazzate a 360gradi - ha indagato nella vita e nelle dichiarazioni della studentessa.

Ha scandagliato i suoi profili social, ha selezionato non solo le frasi più banali ma anche le foto più sexy. E poi, ha iniziato a smantellare una a una le cose positive di un giovanissimo curriculum. Università - però privata. Affitto stanza - ma pagata dai genitori. Come se gli studenti - lo dice anche “L’esperto risponde” del Sole 24 Ore” - si pagassero da soli l’affitto, e non fossero i genitori a detrarsi le spese dei soldi erogati.

E poi il Rolex Daytona, attenzione. E la foto sul World Trade Center con la chiappa fuori. E la foto col costume da bagno. E la foto con la borsa firmata.

Quante ragazze si fanno comprare borse firmate, da che mondo e mondo, e vanno in giro vestite come mannequin, e sui social media si mostrano mezze nude. Oggi capita a Rossignoli, domani a tutte le follower della Ferragni. Sono tutte sceme? Sono tutte immeritevoli?

Il fatto che i compagni d’Università insinuino che gli esami siano sempre stati fatti a porte chiuse - e che Lucarelli lo riporti - non ci aiuta né a migliorare quanto accade sui social, né quanto accade nella vita reale. Con la quale, a un certo punto, anche Rossignoli dovrà avere a che fare, anche per rispondere alle insinuazioni dei suoi colleghi, che ora si sono sollevate come polvere al vento. La prima botta l’ha presa da Lucarelli. Seguiranno tante altre, si spera non a mezzo stampa. Nel frattempo, l’impressione, è che di ego straripanti ce ne sian due, nel pezzo.

PS: È chiaro che l’‘Università deve assolutamente chiarire la sua posizione, così come la Preside della facoltà di medicina e chirurgia della San Raffaele Flavia Valtorta.

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