Culture

State attenti, i cani vi capiscono. Anche quando dite cose insensate

Una coppia di neuroscienziati, usando brani del “Piccolo principe” di Saint-Exupery in spagnolo e ungherese, arriva a una sorprendente scoperta
(Jamie Street / Unsplash)
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10 gennaio 2022 Aggiornato alle 13:00

Quando i due neuroscienziati Laura Cuaya e Raúl Hernández-Pérez si sono trasferiti dal Messico a Budapest con un gatto e due border collie, si sono posti una domanda: anche i cani si renderanno conto che le persone che li circondano non parlano più messicano, ma ungherese? Utilizzando la risonanza magnetica, è venuto fuori che sì, lo capiscono, ma non solo: sono anche in grado di distinguere le parole con un senso da quelle che non ce l’hanno.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Neuroimage, parte 4 originariamente anni fa. Cuaya e Hernández-Pérez lavoravano in un gruppo di ricerca dell’Università ungherese Eötvös Lórand che studia l’evoluzione della percezione del linguaggio nei mammiferi, inclusi i cani: si tratta degli animali che, più di tutti, sono abituati a un flusso costante di parole umane. I neuroscienziati hanno analizzato l’attività cerebrale di 18 cani da compagnia attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale, una tecnica utilizzata che registra come variano i livelli del flusso sanguigno e dell’ossigenazione cerebrale in risposta a diversi stimoli. 2 di questi cani provenivano da famiglie che parlavano esclusivamente in spagnolo, gli altri 16 in lingua ungherese.

I ricercatori hanno fatto ascoltare ai quattrozampe un estratto de “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry in spagnolo e in ungherese, più le stesse registrazioni ma in linguaggio criptato, in modo che non avessero alcun senso. Le reazioni dei cani hanno dimostrato che non solo sono in grado di distinguere tra parole e non parole, a prescindere dalla lingua parlata, ma anche tra lingue familiari e non. “È la prima volta che dimostriamo che un cervello non umano può percepire il linguaggio„, ha affermato Cuaya, osservando che mentre altri animali possono essere ammaestrati a sentire una differenza tra le lingue umane, i cani non hanno bisogno di alcun addestramento.

Nel 2016 il gruppo universitario aveva già dimostrato che i cani attivano percorsi neurali diversi per riconoscere il significato delle parole e per percepire i cambiamenti nell’intonazione emotiva. Ma nessuno aveva stabilito se potessero distinguere il vero linguaggio umano da suoni che non costituissero una serie reale di parole, o comprendere e distinguere quando una persona parlava una lingua diversa. Resta da vedere se questa sia una specialità dei cani o, in generale, delle specie non umane. Stay tuned.