Diritti

L’escalation di Putin contro l’Occidente

Il presidente russo ha annunciato che recluterà nuovi soldati per fronteggiare la guerra in Ucraina. Tutti esauriti i biglietti aerei per i voli in partenza da Mosca, mentre i cittadini scendono in piazza per protestare
Credit: EPA/PAVEL BEDNYAKOV/SPUTNIK/KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT
Tempo di lettura 4 min lettura
21 settembre 2022 Aggiornato alle 21:00

«Se l’integrità territoriale del nostro Paese è minacciata, useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per proteggere il popolo. Questo non è un bluff». Sono le parole con cui in mattinata il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato una “mobilitazione parziale” della Russia allo scopo di arruolare nuovi soldati per combattere la guerra in Ucraina.

Secondo quanto riferito dal Ministro della difesa russo Sergei Shoigu nel corso di un intervento sul canale televisivo Rossiya-24, a essere assoldati nella campagna militare saranno 3.000 riservisti, militari attualmente in congedo che andranno a ingrossare le fila dell’esercito russo.

«Abbiamo un’enorme risorsa di mobilitazione di coloro che hanno già prestato servizio», ha affermato Shoigu, che ha precisato: «Ne abbiamo quasi 25 milioni. Quindi questa mobilitazione è una mobilitazione parziale, l’1% o poco più, della risorsa totale di mobilitazione». E ha concluso: «Oggi siamo in guerra non tanto con l’Ucraina, con l’esercito ucraino, ma con tutto l’Occidente».

Lo stesso ministro sostiene che il fronte russo abbia perso 5.937 soldati, ma per gli analisti occidentali si tratta di cifre riviste al ribasso. A luglio il Pentagono ha stimato che il bilancio di Mosca fosse di 15.000 vittime, e ad agosto ha calcolato che tra i 70.000 e gli 80.000 soldati russi risulterebbero morti o feriti, numeri tali da giustificare la nuova chiamata alle armi.

«Coloro che cercano di ricattarci con armi nucleari devono sapere che le abbiamo anche noi – ha aggiunto Putin – Non sono solo gli attacchi incoraggiati dall’Occidente contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia, che possono causare una catastrofe atomica, ma anche le dichiarazioni di alti funzionari della Nato sulla possibilità di usare armi di distruzione di massa contro la Russia».

Decisa la condanna della comunità internazionale. «Il Cremlino annuncia la mobilitazione nella Giornata internazionale della pace mentre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite i Paesi lavorano per la cooperazione, la sicurezza e la prosperità – ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio europeo Charles Michel – In questa guerra c’è un solo aggressore, la Russia, e un Paese aggredito, l’Ucraina. Il sostegno dell’Ue all’Ucraina rimarrà saldo».

E sulla minaccia di utilizzare l’arsenale atomico il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha parlato di «pericolosa e incauta retorica nucleare. Lui sa bene che una guerra nucleare non può essere vinta e avrebbe conseguenze senza precedenti per la Russia». Sulla stessa linea il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Non credo che queste armi verranno usate. Non credo che il mondo lascerà che accada».

Sulle dichiarazioni di Putin interviene anche la Cina, che attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha parlato di «legittime preoccupazioni per la sicurezza di tutti i Paesi» e ha incoraggiato «tutti gli sforzi volti alla risoluzione pacifica della crisi».

Immediata anche la reazione dei mercati, col gas schizzato a 208 euro al megawattora (+7%) mentre il petrolio è salito del 2,5%. In rialzo anche il prezzo del grano. A poche ore dal discorso di Putin, inoltre, sono andati esauriti i biglietti aerei in partenza Mosca a favore di destinazioni che consentono di entrare senza bisogno del visto come Turchia, Armenia, Georgia e Serbia.

Intanto chi non fugge per paura di essere spedito al fronte scende in piazza. «Migliaia di uomini russi – i nostri padri, fratelli e mariti – saranno gettati nel tritacarne della guerra. Per cosa moriranno? Per cosa madri e bambini verseranno lacrime?». A chiederselo il movimento democratico giovanile Vesna (‘Primavera’), che ha invitato i cittadini a riunirsi alle 19.00 nel centro delle rispettive città.

Decine di manifestanti, secondo quanto riportato dal sito indipendente russo Meduza, sono stati arrestati durante le proteste in corso nelle principali città russe.

Leggi anche
giornalismo
di Maria Michela D'Alessandro 3 min lettura