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Luigi De Magistris: lo star della giustizia

Dalla Campania alla Calabria seguendo inchieste su corruzione e criminalità, fino alla candidatura a sindaco di Napoli. Per i ritratti politici n.5, scopriamo la storia di uno dei promotori della lista Unione Popolare
Credit: ANSA / CIRO FUSCO
Tempo di lettura 4 min lettura
21 settembre 2022 Aggiornato alle 19:00

“Siamo noi la vera sinistra”: in vista del voto del 25 settembre Luigi De Magistris non ha dubbi. Il suo schieramento di estrema sinistra, Unione popolare, è “l’unico vero voto utile contro le destre”. La vita, politica e non, di De Magistris è costellata di espressioni e momenti forti. A iniziare dalle sue inchieste che lo hanno reso, prima del passaggio in politica, uno dei magistrati più noti in Italia.

Gli inizi

Classe 1967, De Magistris nasce a Napoli nel quartiere altolocato del Vomero. Dopo il diploma si laurea in Giurisprudenza nel capoluogo partenopeo e qui, dopo aver superato il concorso, inizia la sua carriera in magistratura. Poi il ruolo da sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro e quindi il rientro a Napoli. Nel mezzo inchieste su corruzione, criminalità organizzata e colletti bianchi.

Ma la fama vera per De Magistris arriva durante il suo secondo periodo a Catanzaro da pubblico ministero tra il 2003 e il 2008. Le sue indagini “Toghe Lucane”, “Poseidone” e “Why Not” vedono al centro l’intreccio tra politica, comitati d’affari, logge massoniche. Sono anni in cui la notorietà del giovane pm cresce a dismisura. Complici anche alcuni nomi eccellenti tra i suoi indagati come Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia del governo Prodi bis e toccato da “Why Not”.

Proprio quest’ultima inchiesta sarà al centro di un’accesa lotta tra De Magistris e il procuratore reggente di Catanzaro Dolcino Favi, che sottrarrà l’indagine al pm napoletano sulla base di “un conflitto di interessi”. Mastella aveva infatti chiesto il trasferimento di De Magistris da Catanzaro. Alla fine la Corte d’Appello di Salerno darà ragione a De Magistris, ma la vicenda sarà ormai prescritta.

Le prime battaglie

Nel frattempo De Magistris è diventato uno dei volti più noti in Italia. È il simbolo, l’ennesimo, dello scontro tra politica e giustizia e si è attirato le simpatie di un altro ex pm molto famoso, quell’Antonio Di Pietro che, da leader del partito Italia dei Valori, lo arruola tra le sue file in vista delle Europee del 2009. Alle elezioni De Magistris ottiene 500.000 voti e vola in Europa.

Qui è in prima linea anche nelle battaglie per la libertà di informazione e per la trasparenza nell’impiego dei fondi comunitari destinati alla ricostruzione dell’Abruzzo post terremoto. Si interessa inoltre dell’emergenza rifiuti in Campania.

L’ascesa politica fino a oggi

Nel frattempo è arrivato il 2011 e a Napoli si vota. De Magistris decide di correre come candidato sindaco nella sua città natale provando a riunire tutta la sinistra attorno alla sua figura. “Napoli è in una situazione difficilissima ed è questo il motivo per cui sono pronto ad accettare con sacrificio una mia eventuale candidatura’’, spiega. Ma c’è chi non ci sta.

È il caso di Mastella che tuona: “Se De Magistris vince è la fine del Pd”. Alla fine De Magistris arriva alla vittoria non solo le comunali del 2011, ma anche quelle del 2016.

10 anni alla guida uno dei comuni più importanti e impegnativi stancherebbero chiunque. Ma per De Magistris l’appetito vien mangiando: nel 2021 è candidato a presidente della Calabria (la terra che l’ha visto diventare una “star” della giustizia). Perde, ma ecco che si va alle elezioni anticipate, la sinistra antagonista ha bisogno di un leader e De Magistris risponde Presente. L’ennesimo “sacrificio”.

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