Storie

Svolta President*, Elly Schlein

La campagna ha l’obiettivo di raccontarti quante donne di merito abbiamo, pronte per essere elette President* della Repubblica
Tempo di lettura 3 min lettura
30 dicembre 2021 Aggiornato alle 21:00

La campagna “svolta President*” ha l’obiettivo di raccontarti quante donne di merito abbiamo, pronte per essere elette President* della Repubblica. Con alcune eccezioni e provocazioni, abbiamo messo in fila le loro storie. Quelle che ci hanno appassionato. E anche se non tutte hanno raggiunto l’età necessaria per una vera candidatura, è importante segnalare profili di politiche che già giovanissime stanno costruendo una biografia autorevole, pronta a “tutto„.

Perché Elly Schlein sarebbe un’ottima Presidente della Repubblica? Perché guarda alla politica con una prospettiva internazionale e non ha perso la poesia, nonostante i giochi di potere ogni giorno lavorino per eroderla.

Classe ’85, Elly Schlein si direbbe timida, riservata e invece quando calca il palco in occasione di comizi politici o prende la parola durante le interviste televisive, diventa un fiume in piena. Disquisisce con verve e chiarezza di linguaggio di tutti i temi che le stanno a cuore: femminista, ambientalista, europeista e progressista, crede che il dibattito debba essere intersezionale. Ritiene, cioè, che la lotta per i diritti civili, quella per contrastare le disuguaglianze sociali e il cambiamento climatico siano interconnesse e vadano affrontate di pari passo. Nei suoi discorsi parla spesso della bellezza “delle nuove generazioni che protestano perché hanno compreso che se non si occupano loro di politica, la politica si occuperà comunque di loro”. Il New York Times la considera il nuovo volto della sinistra italiana, una ventata d’aria fresca necessaria nell’attuale panorama politico.

Nata in Svizzera, italoamericana, il suo destino sembra già segnato: padre politologo e accademico statunitense e madre professoressa ordinaria di diritto pubblico comparato. Eppure, all’università sceglie in un primo momento di iscriversi al Dams di Bologna, vuole perseguire il sogno di diventare regista. Cambia ben presto idea, però, e opta per Giurisprudenza. Si rivela la strada giusta: si laurea con lode, discutendo una tesi in diritto costituzionale. Vola nel paese paterno, per la precisione a Chicago, dove partecipa come volontaria alla campagna elettorale di Barack Obama per le elezioni presidenziali del 2008.

Quando torna in Italia, inizia per lei una fase di mobilitazione politica: fonda assieme ad altri giovani Progrè, un’associazione universitaria con sede a Bologna con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alle politiche migratorie e alle condizioni degradanti nelle carceri italiane.

Nel 2013, la corsa al Quirinale di Romano Prodi viene arrestata da un centinaio di franchi tiratori tra le fila del PD ed Elly col suo carisma decide di dar vita all’iniziativa #OccupyPD, che sfocia poi nell’occupazione di diverse sedi del partito. L’anno successivo si candida per il Parlamento europeo e, con una campagna all’insegna della sostenibilità, viene eletta. Nel corso del suo mandato diviene membro di svariate commissioni parlamentari che si occupano di diritti civili, parità di genere e sviluppo sostenibile.

Conclusa l’esperienza europea, a 34 anni diventa vicepresidente della regione Emilia Romagna con importanti deleghe inerenti al Welfare e al Patto per il Clima.