Ambiente

4 startup per un’agricoltura sostenibile

Viaggio all’interno di esempi italiani che, rispettosi dell’ambiente e dei consumatori, affrontano le grandi sfide della sostenibilità del primo settore attraverso tecnologie innovative. Valorizzando la cultura made in Italy
Credit: Sfera Agricola
Tempo di lettura 7 min lettura
10 agosto 2022 Aggiornato alle 17:00

L’agricoltura è per il senso comune il porto sicuro per la sostenibilità.

La vita agricola richiama alla mente scenari bucolici, in armonia con la natura e con le tradizioni locali. Ma non è così.

L’agricoltura può essere eccessivamente intensiva, snaturare i luoghi, creare condizioni lavorativi inaccettabili e non rispettare l’ambiente.

La Fao ha definito i cinque principi alla base dell’agricoltura sostenibile: aumentare la produttività per soddisfare i bisogni alimentari di una popolazione mondiale sempre più ampia, ridurre l’utilizzo e/o lo spreco di risorse naturali, diventare inclusiva e sostenibile dal punto di vista sociale e retributivo, diventare più resiliente e in grado di fronteggiare condizioni climatiche variabili e problematiche, migliorare i propri sistemi di governance, diventando più trasparente.

Le startup agritech lavorano su queste direttrici principali, utilizzando la tecnologia per migliorare produttività, resilienza, sostenibilità e trasparenza del settore. Il mercato dell’agricoltura tecnologica (agricoltura 4.0) è un mercato in crescita che solo in Italia vale oltre 600 milioni di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano. Si tratta dunque di un mercato interessante anche per gli investitori, che con sempre più attenzione guardano alle startup agritech sostenibili.

Abbiamo identificato 4 startup agritech italiane che affrontano le grandi sfide dell’agricoltura sostenibile attraverso tecnologie innovative, rispettose sia dell’ambiente che dei consumatori. E che allo stesso tempo valorizzano la cultura made in Italy, di cui il sistema agricolo produttivo è parte integrante.

Startup N1 Sfera Agricola

Sfera Agricola è una startup nata nel 2016, con una mission molto chiara: salvaguardare le risorse ambientali, riducendo al minimo l’impatto sul territorio, ed eliminare il caporalato (forma illegale di reclutamento di persone, tramite piccole tangenti) che purtroppo è ancora diffuso nel settore agricolo italiano.

Dal punto di vista tecnologico, Sfera Agricola ha sviluppata un sistema che permette di incanalare le acque piovane e ridurre al minimo il consumo di acqua, con un risparmio idrico del 90%. All’interno delle serre di Sfera si utilizzano solo antiparassitari naturali, insetti e rimedi naturali.

Gli ortaggi prodotti dall’azienda sono nickel-free.

Ma l’impatto di Sfera Agricola non si limita all’ambiente.

La manodopera necessaria per il lavoro è regolarmente assunta. Dalla sua nascita Sfera Agricola ha assunto in maniera regolare 500 persone (collaboratori, dipendenti, lavoratori stagionali), ha inoltre permesso di risparmiare 400 milioni di ettolitri di acqua. Sfera Agricola ci convince perché oltre ad avere una storia solida che la rendono più una scaleup che una startup, è attenta tanto all’elemento di riduzione dell’impatto ambientale che alla componente sociale e lavorativa. L’impresa è attualmente in fase di crescita sia in termini di fatturato che di distribuzione.

Startup N2 Earth Automation

Earth Automation è una startup calabrese, nata 4 anni fa, che opera sulla direttrice della produttività, utilizzando intelligenza artificiale e automazione.

Nello specifico i fondatori dopo diversi anni di ricerca e studio, hanno brevettato Dood, un trattore cingolato che funziona tramite un programma di intelligenza artificiale ed è in grado di muoversi autonomamente. Dood utilizza varie tecnologie, dall’IA al GPS, alla computer vision.

È specializzato per i vigneti e gli uliveti ed è in grado di svolgere l’attività di manutenzione agricola ordinaria dei campi.

L’obiettivo dei due fondatori Fausto Quinteri e Luigi Longo è quello di migliorare la produttività degli agricoltori sfruttando le potenzialità di una vera automazione

. I critici potrebbero dire che Dood favorisce una diminuzione dei posti di lavoro. È certamente una possibilità e i governi dovrebbero iniziare a interrogarsi su queste conseguenze della digitalizzazione, riaprendo il dibattito sul reddito di base universale. Ma allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale è anche una strada che non possiamo permetterci di perdere.

Earth Automation ci piace perché porta l’intelligenza artificiale in un settore che è storicamente resistente all’innovazione tecnologico e questo lo rende molto esposto a bassa produttività, forte esposizione ai cambiamenti climatici e scarsa scalabilità in termini industriali.

L’impresa sta cominciando la commercializzazione del robot.

Startup N.3 - Genuine Way

L’altra grande direttrice di Agricoltura 4.0 e in generale della sostenibilità è legata ai nuovi sistemi di governance, trasparenza e tracciabilità. In particolare la tracciabilità dei prodotti agroalimentare riveste un’importanza strategica nell’agricoltura del nostro paese.

In primo luogo, la trasparenza è un requisito fondamentale per i consumatori che sempre di più sono attenti a un consumo consapevole e vogliono conoscere la provenienza dei prodotti e la filiera distributiva.

E in secondo luogo, è fondamentale per l’ecosistema del made in Italy poter certificare la provenienza e la filiera dei prodotti italiani, che sono apprezzati in tutto il mondo.

Genuine Way è una startup italiana, ma con sede a Lugano, che utilizza la blockchain per tracciare la filiera produttiva che sta dietro ai prodotti.

La blockchain, come è noto, è sia trasparente, quindi accessibile a tutti, che validata da protocolli tecnologici difficilmente corruttibili e falsificabili.

È dunque lo strumento ideale per certificare la filiera produttiva che caratterizza i prodotti alimentari.

Nata nel 2019, Genuine Way collabora con svariati brand di largo consumo e piccole aziende produttive con l’obiettivo di aiutare queste aziende a essere più trasparenti nei confronti del consumatore finale. Genuine Way ci piace perché sostiene un asset importante della nostra cultura: il made in Italy, attraverso una tecnologia innovativa e trasparente, altamente resistente ai tentativi di contraffazione e alterazione. La startup è attualmente in fase di commercializzazione della piattaforma e vanta già alcune partnership e collaborazioni con marchi e piccole aziende produttive.

Startup N.4 - Elaisian

La pandemia ha dimostrato che tutte le previsioni e le certezze sul futuro possono crollare in un istante. In un certo senso ha mostrato implacabilmente che per essere più preparati al futuro occorre aumentare la “resilienza”, cioè la capacità adattarsi ai mutamenti dell’ambiente, dell’economia produttiva e forse anche dell’intera società.

Non è un caso che la Fao inserisca la resilienza dei processi agricoli come uno degli obiettivi fondamentali dell’agricoltura sostenibile.

Un modo per essere “resilienti” è aumentare la quantità di informazioni, dati e rilevazioni sulle piantagioni e sui raccolti.

È esattamente questo ciò che fa Elaisian, startup fondata 5 anni fa, da Damiano Angelici e Giovanni di Mambro.

La startup ha creato una soluzione di marketing online e offline per gli agricoltori, basata su una stazione climatica che monitora il microclima di ogni campo, rilevando temperatura, umidità, rugiada, pioggia. Insieme alla stazione, Elaisian ha sviluppato una serie di algoritmi che incrociano i dati provenienti dalla stazione con database agronomi, dati storici e suggerimenti tecnici e che infine aggregano tutti questi dati in una dashboard che permette all’agricoltore di monitorare agevolmente i propri campi e di prendere decisioni sui raccolti, i trattamenti, lo stato di salute delle piante in tempo reale.

Elaisian ha appena concluso con successo una raccolta di capitale a cui hanno partecipato vari fondi di investimento a dimostrazione delle potenzialità della soluzione proposta.

A noi il modello piace perché aumenta le informazioni a disposizione dell’agricoltore, aiutandolo a far fronte alla complessità dell’ambiente e delle condizioni climatiche.

Inoltre il sistema tecnologico a disposizione dell’imprenditore, trasforma anche il profilo dell’agricoltore che sempre di più diventa simile all’imprenditore digitale che prende decisioni sulla base di dati, analisi e strumenti innovativi, utilizzando tante le conoscenze tradizionali quanto le nuove fonti di informazioni rese possibili dalla tecnologia.

La startup è in fase di crescita e ha sviluppato diversi prodotti declinati per le diverse tipologie di azienda agricola.

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