Diritti

Cile: la Costituzione diventa più inclusiva

Il 4 settembre i cileni voteranno per approvare la bozza del nuovo documento. Tra le novità: promozione della scienza, tutale ambientale, miglioramenti nel sistema educativo
Santiago durante le proteste del 2019
Santiago durante le proteste del 2019 Credit: Alan Veas/ unsplash
Chiara Manetti
Chiara Manetti giornalista
Tempo di lettura 4 min lettura
4 agosto 2022 Aggiornato alle 17:00

C’è un testo, in Cile, che sta ricevendo un numero impressionante di download e rischia di diventare uno dei più letti degli ultimi tempi: si tratta della bozza della nuova Costituzione del Paese, quella che è stata finalizzata il 4 luglio e aspetta di essere approvata o respinta dalla popolazione locale il prossimo 4 settembre.

Il testo, consultabile online, piace molto ai ricercatori: promuove la scienza, punta a espandere la protezione ambientale e migliorare il sistema educativo della nazione. Lo spiega un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Nature, che confronta il nuovo approccio con la Costituzione emanata più di quarant’anni fa sotto la dittatura militare di Augusto Pinochet, documento che aveva ben pochi riferimenti a questi temi.

Lo dimostra anche una ricerca pubblicata nel 2021 dal sociologo Santiago José Otiz Carmona, condotta per conto della Segreteria esecutiva del Consiglio nazionale per la scienza, la tecnologia, la conoscenza e l’innovazione per lo sviluppo: lo studio ha confrontato 193 Costituzioni per analizzare il modo in cui affrontano i temi della scienza, della tecnologia, dell’innovazione e dell’imprenditorialità scientifica e tecnologica. “L’obiettivo è che i suoi contenuti (della ricerca, ndr) siano un valido contributo prima della discussione della Convenzione costituente che costruirà il nuovo testo costituzionale cileno”, spiega l’introduzione.

Nel 2019 molti cileni hanno protestato per le disuguaglianze sociali ed economiche derivanti dalle politiche di Pinochet, chiedendo una riforma politica e una nuova Costituzione. Nel 2020 la nazione ha votato per sostituire il documento e un’assemblea democraticamente eletta è stata incaricata di redigerla. È formata da scienziati, insegnanti, studenti e rappresentanti delle comunità indigene: si tratta della prima Costituzione nella storia del Cile non scritta da membri di un’élite politica, economica o militare.

L’aspetto più importante è la scienza: la nuova Costituzione, come la precedente, spinge a “stimolare” questo settore, dove negli ultimi dieci anni ha investito meno dello 0,4% del Pil, ma insiste anche sul fatto che le conquiste scientifiche debbano essere a servizio dei cileni, per migliorare la loro esistenza.

La ricerca, in questo senso, va decentrata: «Le università più grandi si trovano tutte nella capitale Santiago - ha spiegato a Nature Ximena Báez, presidente dell’Associazione nazionale dei ricercatori post-laurea del Paese - quindi sono quelle che ricevono la percentuale più alta di risorse». Ma la scienza deve svilupparsi in tutto il Cile e deve essere garantita la libertà di ricerca, cosa che potrebbe prevenire pressioni da parte dei poteri economici o politici del Paese.

Anche l’istruzione, ora diseguale e inefficiente, viste le numerose politiche a sostegno dell’educazione privatizzata dagli anni ‘80, potrebbe subire uno scossone: la nuova Costituzione vorrebbe renderla universale, inclusiva e gratuita per tutti.

Non manca il capitolo ambientale, anzi: molti l’hanno definita una “Costituzione ecologica” perché dice che lo Stato ha il dovere di prevenire e adattarsi ai rischi delle crisi del clima e della biodiversità, nonché di mitigarne gli effetti. Anche la natura ha i suoi diritti, secondo il documento, e può essere protetta dalla legge: per David Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e l’ambiente, se il testo verrà approvato si apriranno molte cause legali e il governo cileno dovrà mantenere la sua posizione per combattere gli interessi delle grandi industrie deluse dalle disposizioni ecologiche.

E, per la prima volta nella sua storia, la Costituzione vuole proteggere i diritti dei popoli indigeni del Cile, che compongono circa il 13% della popolazione del Paese. La ricerca, infatti, deve essere fatta in modo “etico” e il progresso scientifico deve rimanere “lontano dalla discriminazione”, cosa che potrebbe renderla anche più partecipativa.

Nonostante sia un documento realizzato collettivamente e vicino a queste tematiche, però, non incontra il favore di tutti. Gli stessi ricercatori temono che, se passerà questa bozza, il governo vorrà favorire e finanziare l’istruzione a discapito del loro settore, e dicono che gli imprenditori potrebbero spostare i loro investimenti fuori dal Cile.

Altrettanti scienziati, però, sono dell’idea opposta: la nuova Costituzione, che promette di proteggere l’ambiente e fare della scienza un pilastro della società, porterà il Paese in una nuova era.

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