Ambiente

L’autostrada costruita nel cuore dell’Amazzonia

Jair Bolsonaro ha rilanciato l’idea di asfaltare i 405 km che collegheranno Manaus, principale città amazzonica, al resto della nazione. Mettendo a rischio la più grande foresta pluviale del Pianeta
Credit: Fernando Souza
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4 agosto 2022 Aggiornato alle 21:00

Una nuova opera infrastrutturale torna a minacciare l’Amazzonia, dopo che il governo brasiliano ha concesso un permesso iniziale per avviare la costruzione di un’autostrada al centro della più grande foresta pluviale del Pianeta.

L’esecutivo presieduto dal presidente Jair Bolsonaro ha promesso di sistemare e ampliare la vecchia strada BR-319, costruita inizialmente negli anni ‘70 dalla precedente dittatura militare, salvo poi cadere in disuso per le dure condizioni poste dalla foresta, specialmente durante i sei mesi della stagione delle piogge.

Riesumando vecchi progetti di sviluppo economico-industriale, il governo in carica ha rilanciato l’idea di ricreare i 405 km di strada che collegheranno per tutto l’anno la più grande città dell’Amazzonia, Manaus, al resto della nazione. «In un allineamento fra ingegneria e rispetto dell’ambiente, tireremo fuori dall’isolamento la società dello Stato dell’Amazzonia», ha dichiarato il ministro delle infrastrutture Marcelo Sampaio.

L’annuncio governativo ha suscitato notevoli allarmi e proteste presso le organizzazioni ambientaliste, dato che un recente studio condotto sul progetto, in via di approvazione definitiva, stima un aumento del 500% delle deforestazione entro il 2030, con la scomparsa di un’area pluviale più grande dello Stato americano della Florida.

I ricercatori hanno fatto notare che spesso la deforestazione viene agevolata e incentivata proprio grazie alle arterie stradali che permettono un migliore sfruttamento dell’ecosistema da parte delle organizzazioni criminali, con scarsi controlli da parte delle autorità.

Per denunciare la grave situazione la Segretaria esecutiva Fernanda Meirelles del gruppo osservatorio BR-319 ha ammonito: «Le azioni delle forze dell’ordine non sono sufficienti per fermare l’occupazione illegale, le invasioni, la deforestazione, le speculazioni edilizie e le pressioni che sono incrementate esponenzialmente negli ultimi anni».

L’approvazione dell’autostrada da parte del governo di Bolsonaro è solo l’ultimo tassello della degenerazione della situazione ambientale in Brasile, dove nella prima metà del 2022 si è toccato un tragico record con 3980 km quadrati di foresta distrutti. Il peggior risultato negativo dal 2016, tanto che Ane Alencar, direttrice scientifica dell’IPAM (Instituto de Pesquisa Ambiental da Amazonia), ha dichiarato: «Coloro che controllano l’Amazzonia non la vogliono preservare. L’attuale foresta non ha alcun valore nell’Amazzonia di oggi».

Senza nuove e urgenti politiche di preservazione della vasta area pluviale, considerata unanimemente il “polmone della Terra”, l’Amazzonia potrebbe andare incontro a un punto di non ritorno con gravissime conseguenze per l’ecosistema terrestre, incrementando ulteriormente la crisi climatica-ambientale in corso.

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