Città

The Line: la città lineare che corre verso il futuro

Il centro urbano nel nord-ovest dell’Arabia Saudita costerà oltre 500 miliardi di dollari e ospiterà 9 milioni di abitanti, in un’area di soli 34 chilometri quadrati. Il concetto alla base: l’iper-prossimità
Esposizione pubblica per condividere i progetti dettagliati di The Line - neom.com
Esposizione pubblica per condividere i progetti dettagliati di The Line - neom.com Credit: Via: neom.com
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4 agosto 2022 Aggiornato alle 15:00

Nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, a 500 metri sul livello del mare, si ergerà un nuovo concetto di città: The Mirror Line, una città edificio promossa dal principe ereditario Mohammed Bin Salman e parte del suo programma di ammodernamento del Paese Vision 2030 di cui il progetto Neom (combinazione della parola greca “nuovo” e il termine arabo “futuro”) e la sua The Line fanno parte.

La città sarà lunga 170 chilometri, alta 500 metri e larga solo 200 metri e promette di ospitare un totale di 9 milioni di residenti occupando un’area di soli 34 chilometri quadrati; per avere un confronto basti pensare che la città di Milano occupa un’area di 181 chilometri quadrati per 1 milione e 300 mila abitanti, mentre Roma occupa 1285 chilometri quadrati per meno di 3 milioni di abitanti. L’esterno della città sarà rivestito da una facciata a specchio che le consentirà, in modo camaleontico, di fondersi con la natura circostante rendendola invisibile.

Mohammed Bin Salman vuole correre sui tempi e il suo piano richiede investimenti esteri, con una previsione di creazione di 380.000 posti di lavoro entro il 2030. Il progetto faraonico, che per volontà dello stesso deve competere con le piramidi egizie, oltre a richiedere una valutazione più realistica delle tempistiche, che si dilaterebbero in 50 anni, non ha entusiasmato gli investitori occidentali che evitano di fare affari con il regno, con il principe, in particolare dopo le forti accuse di omicidio del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi nel 2018.

La mega città infatti costerà, solo per la prima fase del progetto, 319 miliardi di dollari, metà dei quali finanziati dal Saudi Public Investment Fund, mentre si stima una spesa complessiva che supera i 500 miliardi di dollari.

Altro aspetto da non sottovalutare è la percezione che si ha del luogo in cui si vive: dopo il duro periodo di pandemia le persone potrebbero evitare di vivere in un ambiente multi piano che con le sue grandi dimensioni apporterebbe forti modifiche anche al contesto ambientale circostante, nonostante nel progetto la natura resti al centro. Infatti, The Line è costituita da due edifici paralleli separati da uno spazio verde, anche questo multipiano perché il cuore della visione sta tutto nell’organizzazione per strati verticali che sfida la città tradizionale piatta e orizzontale.

Il concetto che sta alla base di The Line è quello dell’iperprossimità, un nuovo modo di concepire l’urbanistica: tutti i servizi chiave saranno sempre disponibili al massimo in un raggio di cinque minuti a piedi, senza bisogni di mezzi di trasporto, senza auto, senza strade, ma con un solo treno ad alta velocità con un transito end-to-end di venti minuti che viaggerà a circa 500 chilometri l’ora: questo è il nuovo concetto definito zero gravity urbanism dove le funzioni cittadine sono stratificate lungo un’asse verticale.

Oltre a ridefinire una nuova urbanistica la città vuole essere innovativa sin dalla sua progettazione che sarà completamente digitalizzata e la costruzione sarà in gran parte industrializzata anche se restano minimi i dettagli sui materiali che verranno utilizzati.

In questo nuovo mondo completamente costruito da zero, i residenti avranno un microclima temperato e potranno godere della natura circostante, che sarà sviluppata tra le due linee edificate, energia e risorse idriche rinnovabili al 100% e una posizione strategica che gli consentirà di connettersi con il 40% della popolazione mondiale con un volo che durerà al massimo sei ore.

Mohammed Bin Salman ha dichiarato che chiunque potrà andare a vivere in The Line e «lasciare un segno nel mondo in maniera creativa e innovativa», anche se per il momento, il segno lasciato è l’annuncio di una città che si spinge, ancora una volta, a oltrepassare i limiti mentre il mondo si ribella… è davvero questo il futuro?

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