Ambiente

Parioli: con la puzza - di rifiuti - sotto al naso

La Capitale è una discarica a cielo aperto, anche nella cosiddetta “Roma bene”. Ai Parioli i cittadini denunciano una situazione insostenibile
Tempo di lettura 3 min lettura
22 luglio 2022 Aggiornato alle 19:00

Il quartiere Parioli di Roma è uno dei più chic della Capitale e chi ci vive è il “pariolino”, un termine che, negli anni, è finito nel dizionario comune per indicare (con tono quasi polemico-ironico) il romano benestante, dallo stile di vita elevato e…con la puzza sotto al naso!

Per il pariolino non è certo semplice scrollarsi di dosso quell’etichetta che lo contrappone (quasi in modo spregiativo) al “pischello” come tanti, cresciuto tra muretti e vicoli del centro. Ma oggi, che tu sia un “pischello” o un “pariolino” pare non fare la differenza se al centro della questione c’è l’emergenza rifiuti nella Capitale.

La puzza sotto al naso del cittadino romano medio è, infatti, la stessa dei pariolini. È la puzza dell’immondizia lasciata marcire per le strade di Roma. «Dai Parioli a San Lorenzo è una discarica a cielo aperto. Il servizio di raccolta è completamente assente» denunciano i cittadini del Municipio II.

E i Parioli non fanno eccezione: la spazzatura sta rovinando anche quella che tutti chiamano la “Roma bene”. Non più un quartiere esclusivo, ma uno come tanti invaso dai rifiuti e da scie maleodoranti.

Un avvocato di Roma, residente in una delle vie principali della zona, ha denunciato una situazione gravissima e impossibile da sopportare: a meno di un metro e mezzo dalle finestre della sua stanza da letto pile di immondizia indifferenziata, abbandonata al sole per ore e lasciata marcire in balia del tempo, finché (solo all’alba del giorno dopo) gli addetti ai lavori passano per raccogliere i sacchi. Ma le strade restano sporche, i residui sui marciapiedi continuano a lasciare cattivi odori e i bidoni strabordanti rendono le vie delle vere e proprie discariche a cielo aperto.

Sono almeno 10 anni che passeggiare a Roma è come fare un percorso a ostacoli tra una busta di umido e una di indifferenziata. Anni di aria irrespirabile, nauseabonda, tossica. E la situazione va solo peggiorando avvicinandosi alle zone metropolitane, alle stazioni ferroviarie e ai locali della movida.

Dalla periferia al centro, dai Parioli a Roma Sud, la Capitale non ha classi, né livelli. È bella tutta, ma anche sporca. Gli stili di vita possono essere diversi, ma i problemi sono uguali per tutti se il sistema non funziona. E Roma ha ancora tanta strada da fare (e da pulire).

Leggi anche
L'inceneritore del Gerbido
Transizione energetica
di Fabrizio Papitto 5 min lettura
Rifiuti
di Manuela Sicuro 5 min lettura