Culture

Jurassic Park, tra finzione e realtà

Jurassic World Dominion è sbarcato da poco al cinema. Ma i dinosauri erano proprio come quelli riprodotti nel film? Non esattamente
Credit: Trailer di Jurassic World Dominion
Caterina Tarquini
Caterina Tarquini giornalista
Tempo di lettura 3 min lettura
23 giugno 2022 Aggiornato alle 09:00

Era il 1993 quando fu proiettata la prima pellicola di Jurassic Park. Ora, l’universo ideato da Steven Spielberg torna a farci emozionare nel buio della sala proiezioni con un nuovo capitolo della saga sui grandi rettili preistorici: non manca nessuno all’appello.

Ma quanto sono attendibili le bestie gigantesche e spaventose riprodotte nel lungometraggio? Per capirlo, Live Science si è rivolto a due esperti del settore: Steve Brusatte, paleontologo dell’Università di Edimburgo in Scozia e consulente scientifico del film, e Kenneth Lacovara, professore presso la School of Earth and Environment e scopritore dell’imponente Dreadnoughtus, un dinosauro sauropode dal collo lungo e robusto, noto anche come titanosauro e presente nel film.

Le approssimazioni e le inesattezze sono tante, per esigenze di regia si intende, ma è comunque interessante passarle in rassegna. A partire dalle tempistiche legate al ritrovamento di un fossile: l’intepido paleontologo Alan Grant, interpretato da un Sam Neil che gli anni non hanno minimamente scalfito, ne dissotterra uno in quattro e quattr’otto.

Ma nella realtà, una volta scoperto, può essere necessario molto tempo, oltre che molti collaboratori, prima che questo sia pronto per passare dalla terra e dal fango alla teca di vetro di un museo. Viene infatti prima trasportato in un laboratorio, esaminato, pulito e riassemblato: tutte queste operazioni possono richiedere da una manciata di ore ad alcuni anni.

D’altronde, sono trascorsi 3 decenni dal primo film di Jurassic Park e da allora abbiamo potuto sfatare molti falsi miti: in particolare, hanno fatto scalpore le teorie di alcuni studiosi che ipotizzano, sulla base di alcuni ritrovamenti, l’esistenza di dinosauri piumati. Ovviamente la produzione del colossal non poteva non attingere a piene mani dalle scoperte più recenti.

Fanno così la loro comparsa sullo schermo alcuni dinosauri dotati di piume, tra cui i famigerati Velociraptor. Il piumaggio, però, non era probabilmente come quello degli odierni rapaci, quanto piuttosto quello arruffato, lanuginoso e non ancora pienamente formato dei pulcini.

Se però, per quanto riguarda i colori del piumaggio, il film opta giustamente per piume perlopiù rosse, marroni e nere, l’altro grande errore riguarda le dimensioni stesse delle creature.

Per esempio, il Gigantosaurus sembra giganteggiare sul Tirannosaurs Rex e appare perfettamente in grado di batterlo, mentre ancora imperversano le dispute accademiche su quale dei due fosse effettivamente il più grande: avevano infatti più o meno le stesse dimensioni.

Stessa sorte è toccata al Mososaurus, che più di una volta risulta il doppio di una megattera. Al contrario, invece, un esemplare adulto sarebbe stato persino leggermente più piccolo del cetaceo.

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