Ambiente

Tuteliamo gli animali, come ci dice la Costituzione

Oggi sempre più Paesi riconoscono il diritto istituzionale degli animali a essere protetti dallo sfruttamento. Un impegno declinato in differenti modi in tutto il mondo
Credit: Shafagh Faridifar/unsplash
Alice Trombetta direttrice di Animal Equality Italia
Tempo di lettura 4 min lettura
11 giugno 2022 Aggiornato alle 06:30

La sensibilità globale nei confronti degli animali, della loro natura e dei loro bisogni è sempre più diffusa e riconosciuta, anche dalle istituzioni. Può sembrare scontato, ma il fatto che gli animali siano considerati esseri senzienti nel nostro continente è stato reso ufficiale solo nel 2007 nel Trattato di Lisbona sul funzionamento dell’Unione europea.

Firmato dai 27 Paesi dell’UE, il trattato riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e stabilisce che gli Stati nazionali devono tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere. Nel 2012, inoltre, un importante gruppo internazionale di scienziati ha firmato la Dichiarazione di Cambridge, stabilendo che gli animali sono in grado di provare emozioni.

In tutto il mondo, il rispetto degli animali in quanto esseri senzienti è declinato in varie forme e modalità.

In Italia, la recente riforma del testo costituzionale votata a febbraio alla Camera dei deputati stabilisce che la Repubblica italiana riconosce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, disciplinando i modi e le forme di tutela degli animali. Una modifica importante che permetterà di migliorare a livello legislativo e legale la protezione di animali e ambiente.

Nonostante questo riconoscimento, le pene per chi viola i diritti degli animali nel nostro Paese restano tuttavia blande e inadeguate, anche nei confronti degli animali sfruttati a scopo alimentare.

I controlli negli allevamenti e nei macelli condotti ogni anno, inoltre, sono sporadici e vengono effettuati con metodi che non tengono conto delle specificità degli animali allevati.

In Europa, alcuni Paesi hanno scelto di intervenire in maniera più mirata per assicurare una tutela più efficace degli animali coinvolti nell’industria alimentare. Ad aprile, nel Regno Unito il progetto di legge che riconosce gli animali come esseri senzienti ha superato l’ultimo ostacolo al Parlamento inglese.

È stata la regina Elisabetta, nel corso del tradizionale Queen’s speech a Westminster, ad annunciare che la Gran Bretagna si impegnerà nella promozione di “standard più elevati in merito al benessere degli animali”.

In questo piano, elaborato dal Segretario per l’Ambiente George Eustice, sono previste anche una serie di importanti misure tra cui il miglioramento delle condizioni negli allevamenti, ma non solo.

Il piano d’azione lanciato dalla Gran Bretagna prevede lo stop all’esportazione di animali vivi destinati alla macellazione, nuove regole per migliorare le condizioni degli animali durante il trasporto, più controlli negli allevamenti con gabbie e incentivi agli agricoltori impegnati nel rispetto dei diritti dei loro animali.

Anche il Messico è vicino a riconoscere gli animali come esseri senzienti nella propria Costituzione. Grazie al lavoro di Animal Equality in Messico con il deputato Salvador Caro Cabrera, l’iniziativa prevede la riforma del quarto articolo della Costituzione degli Stati Uniti messicani e propone l’aggiunta del seguente paragrafo: “Tutti gli animali non umani con un sistema nervoso complesso sono riconosciuti come esseri senzienti; lo Stato deve promuovere, proteggere, rispettare e garantire il loro benessere”.

Nello Stato messicano dell’Hidalgo, inoltre, proprio pochi giorni fa è stata approvata l’iniziativa promossa da Animal Equality di includere gli animali allevati nella Legge sulla protezione dello Stato e nel Codice penale.

Un risultato che permetterà di tutelare circa 50 milioni di animali coinvolti nella filiera alimentare, stabilendo standard maggiori di benessere all’interno degli allevamenti, controlli all’interno dei macelli attraverso telecamere di sorveglianza, l’obbligo di stordimento degli animali prima della macellazione e pene più severe per chi commette maltrattamenti sugli animali.

Un passo in avanti che coinvolge anche gli animali allevati a scopo alimentare in uno dei maggiori Paesi esportatori di carne a livello globale.

Riconoscere questa capacità degli animali a livello istituzionale è fondamentale per garantire loro diritti e protezioni, soprattutto dove i controlli nella filiera della produzione alimentare sono carenti e le violazioni del benessere animale vedono risposte blande da parte della giustizia.

Leggi anche
Animali
di Caterina Tarquini 4 min lettura
animali
di Jacopo Gitti 3 min lettura