Elettrodomestici - Fonte Canva-Lasvolta.it
Un comune elettrodomestico contiene oro a 22 carati, nascosto nei suoi circuiti: scopri perché e come viene utilizzato.
Molti pensano che l’oro sia confinato a gioielli e monete preziose, ma non è così. Può essere in molti oggetti a cui non diamo importanza, anche se li vediamo ogni giorno
Questo metallo nobile ce l’abbiamo tutti in casa e spesso lo buttiamo quando cambiamo elettrodomestici.
La sua presenza in casa passa inosservata, eppure si trova proprio in cucina. Il cuore di ogni abitazione, la stanza più vissuta, ma che non conosci a fondo.
E se un semplice elettrodomestico racchiudesse un valore inatteso? Infatti è così, ti sveliamo dove si trova l’oro in casa tua.
Da secoli simbolo di ricchezza e durata, l’oro è sempre stato apprezzato in gioielleria, ma oggi la sua importanza si estende ben oltre i monili. Il settore tecnologico ha trovato in questo metallo un alleato fondamentale per garantire affidabilità ai dispositivi elettronici. Grazie alla sua conduttività, alla resistenza alla corrosione e alla duttilità, l’oro è utilizzato per migliorare le performance di circuiti e connettori.
Non è un caso che smartphone, computer, televisori e persino condizionatori nascondano piccolissime tracce di oro nei loro componenti interni. Ogni volta che premiamo un tasto, inviamo un comando o accendiamo un apparecchio, c’è una parte invisibile che lavora grazie a questo prezioso metallo. La sorpresa, però, arriva scoprendo che uno degli elettrodomestici più diffusi nelle nostre cucine custodisce oro a 22 carati.
Il forno a microonde, presente in milioni di case, contiene al suo interno oro con una purezza del 90%. Questo materiale prezioso si trova soprattutto nei circuiti del pannello di controllo, dove garantisce stabilità e conduttività impeccabili. Si tratta di minuscole quantità, difficili da estrarre senza procedure chimiche complesse, ma che dimostrano come anche un oggetto apparentemente comune racchiuda un valore inaspettato. E non è l’unico: cellulari, monitor, fotocamere e persino frigoriferi sfruttano le stesse proprietà dell’oro. La ricerca scientifica sta già offrendo nuove prospettive di recupero. Un team del Politecnico Federale di Zurigo e dell’Empa ha sviluppato una tecnica innovativa basata sull’uso del latte scremato per creare nanofibrille capaci di catturare i metalli preziosi dai circuiti elettronici. Da venti schede madri obsolete, gli studiosi sono riusciti a ricavare una pepita d’oro di 22 carati da 450 milligrammi. Una dimostrazione concreta che la tecnologia e la sostenibilità possono camminare insieme, trasformando i rifiuti elettronici in una nuova miniera d’oro.
Per chi desidera contribuire al recupero dell’oro e degli altri metalli preziosi presenti negli elettrodomestici, il passo più importante è non gettarli mai nei rifiuti comuni. Portarli presso le isole ecologiche comunali o consegnarli ai rivenditori autorizzati permette di avviarli a processi di smaltimento sicuri e di recupero delle materie prime. In questo modo si tutela l’ambiente, si riducono gli sprechi e si valorizzano risorse che, altrimenti, andrebbero perdute.
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