Polizza catastrofale (Canva) LaSvolta.it
Dal 2025 scattano obblighi e penalità: chi non sottoscrive la polizza catastrofale perde bonus e finanziamenti. Ecco l’elenco completo.
Una protezione obbligatoria e indispensabile per tutelare imprese e territorio. Nessuno può prevedere un’alluvione. Né un terremoto, o una grandinata eccezionale.
Eppure, gli effetti ricadono spesso sulle spalle delle imprese e la situazione potrebbe essere pesante. È importante mettersi al riparo da ogni imprevisto.
Da oggi, però, il rischio si può (e si deve) gestire in anticipo e in modo corretto per evitare guai maggiori. Ma cosa si può fare? Esistono obblighi che devono essere rispettati, polizze da aprire e molta cautela.
Chi sceglie di non farlo a cosa va incontro? Oltre che una precauzione fondamentale per ogni azienda, si tratta di un obbligo, quindi chi non ottempera a tale pratica può avere molti più danni quanto immagini. Di cosa si tratta.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto MIMIT del 18 giugno 2025, le imprese entrano ufficialmente in una nuova fase: quella della polizza catastrofale obbligatoria. Questa assicurazione copre i danni da eventi calamitosi – come alluvioni, terremoti, grandinate – che negli ultimi anni hanno colpito sempre più spesso il territorio italiano, mettendo a dura prova la ripresa economica delle aziende.
Il Decreto Legge 39/2025 ha stabilito scadenze precise per la stipula della polizza:
Chi non si adegua non solo rischia sanzioni, ma perde l’accesso a numerosi incentivi pubblici. E non si tratta di piccoli aiuti: l’elenco diffuso dal Ministero tocca agevolazioni cruciali per investimenti, sviluppo, innovazione e sostenibilità.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha elencato nel decreto una serie di finanziamenti che verranno negati a chi non stipula la polizza. Tra questi:
In sostanza, chi non si protegge non potrà più crescere con il supporto pubblico. Una scelta che può apparire onerosa, ma che diventa strategica per la sopravvivenza e il futuro delle imprese. In un contesto climatico sempre più instabile, il messaggio è chiaro: non assicurarsi non è più un’opzione. È una rinuncia a tutela, risorse e opportunità.
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