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Giappone: 9 milioni di case sono vuote

 

In Giappone è stato raggiunto il numero di 9 milioni di case vuote: un dato che corrisponde al 14% del totale degli immobili del Paese. Calcolando tre persone per ogni abitazione,queste case disabitate potrebberoaccogliere la popolazione dell’Australia I dati resi pubblici dal Governo giapponese risalgono a ottobre 2023. Confrontati con quelli del 2018 mostrano unnotevole incrementodi questa tendenza. L’aumento negli ultimi cinque anniè stato di oltre mezzo milione di immobili che permangono inutilizzati. Le prime ‘vittime’ di questo fenomeno sono state leakiya,ovvero le case che noi definiremmo di campagna, che si trovano nelle zone rurali. Nella lingua e cultura giapponesi traducendo il termineakiyaotteniamo queste due espressioni:casa autunnaleecasa luminosa. Maakiyaè anche l’augurio per una vita prospera, piena di opportunità e di luce intesa, appunto, come positività. Una casa luminosa è sinonimo di un ambiente sereno in cui vivere. Ma cosa si nasconde dietro questo numero così impressionante di immobili abbandonati? Il primo fattore è stato certamente lospopolamento rurale. Lo spostamento della popolazione per esigenze lavorative in direzione delle grandi città, ha creato negli anni questo abbandono sistematico. A questo si aggiunge il fatto che molte persone, una voltaereditatiquesti immobili, non vogliono o non possono viverci e nemmeno investire del denaro nella loro ristrutturazione. Le ragioni sono essenzialmente due:logisticaper quanto riguarda l’ubicazione della casa rispetto alla distanza dal luogo di lavoro, la scuola dei figli, eeconomicaperché sovente gli eredi non si possono permettere di sostenere gli oneri della ristrutturazione dell’immobile (recupero edilizio a cui è indispensabile provvedere, in quanto la stragrande maggioranza di queste case risale agli Anni Quaranta e Cinquanta). Un altro fattore determinante è stato sicuramente il continuocalo demograficoche si è acuito in particolare dal 2008 in poi. Oggi il Giappone ha la popolazione conl’età media più alta al mondo(48 anni). L’ Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione e la previdenza sociale ha stimato che per il 2070 la sua popolazione diminuirà del 30%. Tra le cause principali, si individuano lacultura del lavoro, estremamente stressante, e ledisparità di genere. Infatti, il problema delle case vacanti non si limita alle zone rurali ma ha raggiunto anche le grandicittà. L’analisi di mercato effettuata ha fatto emergere questi numeri: 4,4 milioni di case sono disponibili e agibili per essere affittate, però permangonosfitte in quantosi trovano in località prive di servizi o comunquedistanti dai centri abitati; solo330.000case delle 9 milioni accertate come inutilizzate sono state messe in vendita. Dunque, se non vengono vendute o affittate, perché non vengono nemmeno demolite? Alcuni di questi immobili vertono in uno stato di totale abbandono da anni. La risposta è semplice:in Giappone si è soggetti al versamento di tasse più elevate se si è proprietari/eredi di un terreno libero, ossia privo di costruzioni, rispetto a uno su cui si trova un edificio. L’altra ragione è chespesso i giapponesi rinunciano all’eredità immobiliare. In compenso, sonoin aumento gli stranieri che mostrano interesse per questi immobili, in particolare per lecasekominka(cioè le abitazioni tradizionali) con destinazione d’uso alloggi originali per sé oppure da dedicareall’affitto turistico. Anche tra i giapponesi comunque c’è chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere: acquistare e ristrutturare case, soprattutto lekominkaessendo le più ricercate, per poi affittarle sia a scopo abitativo sia turistico. I costi però sono molto alti, c’è bisogno di parecchio denaro per poter riportare queste abitazioni al loro splendore originario. Inoltre, sono sempre meno i giovani che si dedicano agli antichi mestieri come quello del falegname. Di conseguenza, in futuro è probabile che molte di queste case diventeranno proprietà di stranieri aventi know how e disponibilità economiche maggiori. È proprio il settore del turismo quello che maggiormente ha dato impulso al settore del recupero delle vecchie case tradizionali giapponesi: sono moltissimi glistranieriche desiderano vivere l’esperienza di un soggiorno speciale, un’esperienza unica come quella di trascorrere una vacanza in uno di questi immobili. Anche i mercati mondiali hanno dato una mano. Infatti, attualmente lo yen si trova ai minimi e laconvenienza nel cambio rispetto alle principali valutestraniere ha dato una ulteriore spinta al settore turistico del Paese regalando così maggiore visibilità alle caseakiyaekominkavacanti. Lo scorso marzo il Giappone ha registrato la cifra record di3 milioni di visitatori.

Redazione

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