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Come stanno reagendo le assicurazioni agli eventi meteo estremi?

 

Gli eventi meteorologici estremidovuti alcambiamento climaticohanno serie conseguenze su tutti gli aspetti della vita quotidiana, compreseleassicurazioni, quelle sulla casa in particolare. Le compagnie assicurativereagiscono al rischio di catastroficitemporaliimprovvisi, di fortiventi, inondazioni,incendi, tempeste e uragani, sempre più diffusi, assegnando punteggi agli edifici e magari a interi quartieri in base ai pericoli “naturali” che corrono per scegliere quali proprietà assicurare, per fissare le tariffe e per stimare i costi legati a eventualidanni. La domanda cruciale infatti è:qual è il rischio probabile di perdite future?Il problema è che la risposta è molto discrezionale e poco razionalizzabile.I modelli utilizzati dalle aziendeper valutare le strutture possono essere “imperfetti”, per così dire. Quindi a rimetterci alla fine sarebbero come sempre i clienti finali, le persone. A individuare questa nuova tendenza, in particolare negligli Stati Uniti d’America,è un articolodi Jean Eaglesham suThe Wall Street Journal. A monte, il nodo sta nel fatto che a loro voltagli assicuratorivogliono azzerare la possibilità di subire perdite, o anche di vederle crescere, a causa delmeteosempre più imprevedibile. SecondoSwiss Re, le perdite assicurate globali dovute a disastri naturali aumentano dal 5% al 7% ogni anno e nel 2023 hanno superato i 100 miliardi di dollari per la quarta volta consecutiva. I broker diGallagher Re, poi, dicono che le perdite assicurate derivanti daitemporalinegliStati Unitihanno superato i 10 miliardi di dollari da gennaio a marzo, seconde solo al conteggio dello scorso anno per lo stesso periodo. Dal punto di vista delle società, i “modelli a punti” permettono di mantenerele assicurazionidisponibili sulle abitazioni inzone soggette a disastrima sia i cittadini sia, a dire il vero, gli analisti si chiedono quanto possano essere realmente equi, accurati e affidabili questi nuovi strumenti. E non è raro che i punteggi vengano spontaneamente affiancati daaumenti dei tassi. In sostanza le polizze hanno prezzi più alti. IlWSJriporta come esempio di punteggio ampiamente utilizzato il modelloFireLinedella società americana di valutazione del rischioVerisk Analytics: inserisce gli edifici in una sorta di classifica da zero a 30, dove 30 rappresenta il rischio più elevato di subire danni da incendio. D’altra parte occorre considerare però chegliincendidel 2017 aTubbsin California, del 2021 aMarshallin Colorado e del 2023 aLahainaalle Hawaii hanno tutti devastato quartieri ospitanti case con punteggi di rischio di incendio che erano molto bassi. Un caso recente inoltre è rappresentato daTravelers, un grande servizio di assicurazioni che è stato colpito dalletempeste di grandinedelMidwest. Ad aprile ha dichiarato che avrebbe fatto pagare ai clienti una quota maggiore delle perdite dovute a vento, grandine e tornado in 21 stati soggetti a tempeste. Su questi temi non a caso inCaliforniasi è acceso un serrato confronto tra assicuratori e autorità governative, le cui regole attualmente proibiscono i modelli “catastrofali” e impongono di basare le richieste diaumento delle tariffesoltanto su perdite storiche, piuttosto che su previsioni di aumenti futuri dei costi degli incendi. Il divieto però potrebbe affievolirsi presto perché le compagnie stanno scappando dal Paese e la crisi locale del mercato dellepolizze sulla casaimperversa. Nel frattempo, la difficoltà più evidente continua a essere una sola: riuscire a prevedere l’imprevedibile.

Redazione

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