Redditi in calo e minore capacità di spesa delle famiglie lombarde: è quanto emerge dai risultati del report 2024 diOVeR – Osservatorio Vulnerabilità e Resilienza,che ha esaminato la situazione di 307.277 cittadini lombardi che si sono recati presso i Centri di Assistenza Fiscale delleAssociazioni Cristiane Lavoratori Italiani della LombardiaAps(Acli) nel triennio 2021-2023. I risultati mostrano disuguaglianze significative tra le province lombarde e una riduzione significativa dei redditi tra 2021 e 2022 dovuta principalmente all’effetto erosivo dell’inflazione.Tra le categorie più colpite ci sono le donne, con redditi significativamente inferiori rispetto agli uomini,e i contribuenti nati all’estero, con redditi inferiori del 60% rispetto ai nativi. La ricerca si è focalizzata sull’evoluzionedei redditie della capacità di spesa dei contribuenti lombarditra il 2021 e il 2023, analizzando anche l’impatto dell’incremento dell’inflazione sulla qualità di vita delle famiglie. Utilizzando i dati forniti dalCaf Acli, lo studio ha esploratole caratteristiche di vulnerabilità e la resilienza delle diverse categorie di contribuenti, considerando i fattori socio-economici e territoriali che influenzano la distribuzione dei redditi e delle spese. Gli oltre 300.000 cittadini presi in considerazione (prevalentemente individui nati in Italia, a maggioranza femminile e residenti soprattutto nelle province di Milano e Brescia) rappresentano un terzo del totale dei dichiarativiAcliin Italia e un decimo circa dei modelli 730 presentati in Lombardia. Cosa emerge?La Lombardia non è immune ai processi di vulnerabilità, impoverimento e disuguaglianzeche attraversano e impattano oggi tutti i contesti sociali e territoriali. Il ceto medio lombardo, composto essenzialmente da lavoratori dipendenti e pensionati, con un reddito medio pro-capite di circa 26.000 euro, affronta sfide senza precedenti nella gestione delle risorse familiari. I redditi sono aumentati complessivamente dell’1,9% nel 2021 rispetto al 2020, anno della pandemia, ma l’anno successivo sono calati del 3,7%, in gran parte per l’aumento dei prezzi al consumo. Ilgender gapè significativo:le donnehanno dichiarato redditi più bassi degli uomini, con 17.831 euro contro 23.552 euro. I contribuenti nati all’estero hanno dichiarato redditi pari a circa il 60% dei nati in Italia. Aumento delle spese e calo dei redditi hanno reso particolarmente evidente ildiverso impatto sulle capacità di spesa delle famiglie: le categorie più povere risentono maggiormente dell’aumento delle spese sanitarie e degli interessi sui mutui,spiegaAcli Lombardia. Ilceto medio lombardo, secondo quanto emerso, è stato messo sotto pressione da una significativa inflazione, con effetti diversi in base alle categorie di contribuenti.Acli Lombardiariassume così: “si potrebbe dire chechi sta meglio, sta un po’ meno bene, mentrechi sta meno bene, sta significativamente peggio”. Ipensionati e i lavoratori senza figli a carico, in particolare, sono più resilienti grazie a redditi mediamente più alti o a maggiori patrimoni, mentrele famiglie con figli, in particolare quelle con minori di 14 anni, sono le più vulnerabili e rischiano di vedere peggiorare la propria condizione economica. La fascia tra i 65 e i 79 anni dichiara redditi nettamente più elevati (+31%) rispetto ai 30-45enni. Rispetto alle province,Milano e Leccosono quelle in cui il divario tra i redditi dei più ricchi e dei più poveri è più accentuato nei tre anni considerati; a Sondrio, Lodi e Varese i redditi hanno subito la contrazione maggiore, mentre a Brescia la minore. L’analisi ha registrato ancheun aumentoquantitativo marcatodelle spese dichiarate, soprattutto per quanto riguarda quellesanitarie(+22% rispetto al 2021),educative e sportive(+12,5%)e per erogazioni liberali, cioè somme o beni concessi da un donatore a un ente senza richiedere alcuna contro-prestazione (+12%). Le spese dichiarate nel 730 passa da circa 467 milioni di euro del 2021 (anno di imposta 2020) a quasi 575 milioni di euro nel 2023, con una crescita del 23%. Il rapportoOVeR, nato dall’alleanza tra leAclie gli enti di ricercaIrs-Istituto per la Ricerca SocialeeArs-Associazione per la Ricerca Socialee che si avvale del contributo delCaf Acli Nazionale, dellaFap Acli Lombardia, oltre che del patrocinio diFondazione Cariplo, è stato curato da Daniela Mesini e Giulia Assirelli (Irs).
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