Categories: Diritti

Cosa sono i Safe Taxi contro la violenza di genere?

 

Non solo ipunti viola(oltre 150 luoghi di riferimento su tutto il territorio dove le donne possono rifugiarsi in caso di pericolo) eVIOLA, l’app contro le molestie sessuali in strada: i progetti diDonnexStradasi allargano anche ai mezzi di trasporto, in particolare itaxi. L’associazione non profit per la sicurezza in strada e contro la violenza di genereha lanciatoSafe Taxi, per rendere anche questi mezzi punti di riferimenti sul territorio, grazie alla presenza di conducenti che abbiano “la sensibilità e gli strumenti per accogliere la persona nelle diverse situazioni di difficoltà”. Diversamente da iniziative lanciate da alcune amministrazioni locali – come i Taxi Rosa delComune di Firenze, Trento o Padova – non si tratta semplicemente di taxi che, dando la precedenza alle chiamate delle donne o grazie a tariffe agevolate, possano riportarle in modo rapido e sicuro a casa durante la notte. “Per taxi sicuri – infatti, si legge sulsitoe in unpostsu Instagram – si intende untaxi sensibilizzato e formato contro la violenza di genere e per la sicurezza in strada delle persone”. Il progetto, che ha il sostegno e la collaborazione dell’università della California Berkeley e della start up innovativa a vocazione sociale V.SRL,prevedenon solo la gestione, il coordinamento e il monitoraggio di ogni fase, ma anche laselezione e la formazione del personale dei taxi- che saranno svolte dallǝ professionistǝ del team legale e psicologico di Donnexstrada – e la creazione, la produzione e l’invio di materiale cartaceo informativo e riconoscitivo sulla violenza di genere. Il Safe Taxi può fornire supporto, spiega l’associazione su Instagram,alle vittime di violenza di genere o di altri reati gravi, ma anche a chi cerca informazioni utili sulla propria situazione o ha bisogno di aiuto(o di contattare le forze dell’ordine) in una situazione di emergenza. L’obiettivo è attivare lǝ singolǝ cittadinǝ nel contrastare la violenza, partendo proprio dal territorio e dalla costruzione di una rete che possa sostenere le vittime. «Una società in cui le donne sono discriminate non può definirsi realmente civile e tesa al progresso e al benessere di tutti – aveva spiegato qualche mese fa la creatrice e CEO dell’associazioneLaura De Dilectis- Il nostro obiettivo è contribuire a crearne una senza discriminazione di genere, né forme di violenza fisica e psicologica verso le donne, rivendicando il diritto fondamentale e inalienabile di tornare a casa in sicurezza, rieducando la società nei confronti della violenza di genere e supportando psicologicamente chiunque subisca discriminazioni». Il progetto, per cui sono già attive collaborazioni con alcune cooperative (come 024040 Taxiblu, il più grande radiotaxi di Milano) è il culmine di una riflessione iniziata già alla nascita di Donnexstradanel 2021, quandol’associazione aveva lanciato l’idea del “taxi sospeso”, spiegando che “il taxi molte volte sembra essere l’unica alternativa ‘sicura’ e veloce per rientrare a casa di notte. Sappiamo che non sempre è così, molte sono infatti le storie di molestie che avvengono nei taxi stessi. Accanto alla proposta dei notturni sicuri crediamo sia necessario che tutte le alternative di trasporto notturno siano sicure e fruibili per tutt3. Con la proposta dei taxi sospesi proponiamo: 1. Formazione e sensibilizzazione ai conducenti; 2. Possibilità di identificare i conducenti e altre misure per incrementare la sicurezza come per esempio feedback per poter segnalare molestie; 3. Tariffa agevolata del 50% per le donne nelle fasce notturne, fino al taxi “sospeso”, ovvero a costo zero; 4. Taxi DonnexStrada. I taxi che aderiranno alla nostra campagna saranno riconoscibili”. Qualche mese dopo, nel dicembre 2022, inun’intervistaad Agenzia Digitalia, l’associazione aveva ribadito che i progetti dei bus notturni sicuri e dei taxi sospesi si sarebbero concentrati sullaformazione per conducenti di trasporti pubblici, con lo scopo di “esplicare come agire per prevenire o intervenire in caso di violenza, incrementare il numero delle corse dei mezzi, in modo tale che non ci siano attese infinite. Ci sono poi le compagne di sensibilizzazione che hanno l’intento di spingere a denunciare, a testimoniare in caso ci si sia imbattuti in una forma di violenza e per rendere evidenti i numeri di emergenza”.

Redazione

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