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Robot magazzinieri: come l’intelligenza artificiale vuole “uscire” dall’AI e approdare nel mondo reale

 

L’intelligenza artificialeè indubbiamente la grande protagonista dell’ultimo anno: puòaffascinareoppure, al contrario, esserefonte di paure. Tutti, in fondo, ci siamo domandati almeno una volta “E se con l’intelligenza artificiale diventassimo (quasi) rimpiazzabili?”, soprattutto dopo i passi da gigante che sono stati fatti, soprattutto dalle aziende statunitensi. Tra queste, ancheOpenAIeMidjourney. Entrambe si occupano della costruzione dichatbot(un software in grado disimulare ed elaborare le conversazioni umane),generatori di immagini e altri strumenti di intelligenza artificiale. I sistemi di AI che guidano i chatbot e le altre tecnologie sono chiamatireti neurali, proprio per ricordare i neuroni del cervello umano e, quindi, l’intelligenza. In particolare, unastartupfondata da 3ex ricercatori diOpenAI,Covariant(California), sta lavorando a unatecnologiache sia capace di “navigare” tanto nel mondo reale quanto in quello fisico.L’obiettivo è rendere autonomi i robot nel prelevare, spostare, smistare, riordinare oggetti nei magazzini e aiutarlia riconoscere ecomprendere ciò che sta accadendo attornoa loro, così da essere in grado di stabilire quale sia l’azione più giusta da fare. Insomma, la startup punta alla concretizzazione di un traguardo molto alto: raggiungere unagestione autonoma del robot,esattamente come un qualsiasi addetto in carne e ossa impiegato in un centro di distribuzione. Al momento si tratta di unatecnologianon perfetta, ancorawork in progress, ma che ha già dimostrato di riuscire a incamerare enormi quantità di dati. Pertanto, gli ingegneri sono ottimisti perché hanno capito di poter implementare e migliorare il software alimentandolo con una quantità sempre maggiore di informazioni. Covariantaspira a potenziare la sua tecnologia per applicarla ai robotoperativi nei magazzinie, dunque, in futuro anche negliimpianti di produzione. L’azienda non nasconde il suo interesse verso l’applicazione diffusa dell’AI a tutte le azioni quotidiane di una persona, grazie a tecnologie intelligenti e autonome in grado, per esempio, anche di guidare le auto. Il meccanismo è lo stesso: il software sarà in grado di riconoscere macchine, pedoni, semafori e qualunque tipo di ostacolo presente sulla carreggiata e gestire di conseguenza la guida, prendendo anche decisioni improvvise. Oggi le aziende comeCovariant,OpenAIeMidjourneysono al lavoro per realizzare sistemi sempre più complessi, per costruire tecnologie che possano incamerare una moltitudine di dati di tipologie differenti. Insomma, i robot stanno “sgomitando” per entrare a far parte del nostro mondo reale. Non rimane che attendere e sperare che la “convivenza pacifica” (ed economica, in questo caso) non rimanga solo uno slogan da film.

Redazione

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