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Splash! Innaffiatoio, rastrello, guanti da giardinaggio: dove si buttano?

 

L’insegnamento dellaraccolta differenziatanelle scuole dovrebbe essere una materia obbligatoria. “A cosa serve, il suo significato e i suoi simboli” potrebbe essere il titolo della prima lezione, a cui tutti gli studenti italiani dovrebbero assistere. Gli allievi dovrebbero impararecome dividere i rifiutinei contenitori e le regole per farlo in modo corretto, oltre al funzionamento diriciclo e smaltimento. D’altra parte, i Comuni potrebbero tenere corsi ad hoc, visto che le indicazioni variano in base alla località. In fondo siamo tutti studenti e apprendisti della vita, pieni di dubbi, confusi e sempre di fretta. Soprattutto quando si parla di differenziare.Dove si butta questo? E quello?Si tramandano leggende di persone sopraffatte dall’incertezza davanti ai cassonetti tra plastica, vetro, carta, umido e indifferenziata. E i rifiuti ingombranti? Ah, già. Scherzi a parte, qui si fa sul serio. Se ti è capitato di restare di fronte a un bidone insicuro ed esitante sul da farsi con un oggetto in mano, per qualche istante o per ore, sei nel posto giusto. Questa rubrica – in collaborazione conJunker App, piattaforma specializzata nella raccolta differenziata in Italia – cerca didissipare la nebbia della raccolta differenziatache avvolge alcuni oggetti e materiali, per evitare errori e fare “Splash” nel contenitore giusto. L’innaffiatoio Conla primaveratorna anche la passione peril giardinaggio. E soprattutto per chi hail pollice verdenaturalmente. E così ecco una nuova puntata diSplash!dedicata a questo argomento, dopo il focus di settimana scorsa incentrato sullepiante. L’innaffiatoioè, sì, uno strumento da lavoro perorti, spazi verdi e giardinima diciamo la verità: è ancheun giocattoloirresistibile peri bambini. Sarà che spesso sono colorati in maniera sgargiante – quello più classico probabilmente è il verde -, sarà che esistono anche espressamente in formati adatti al gioco per i più piccoli, sarà che si uniscono all’utilizzo dell’acqua, un altro elemento che i bimbi amano maneggiare. Insomma, quando vedeun innaffiatoio, mio figlio non si trattiene e inizia a spruzzare ovunque. Dunque come dev’essere smaltito correttamente questo accessorio? Considerando il fatto che non è un imballaggio, va portato alcentro di raccolta. I “professionisti” delgiardinaggiocapaci di industriarsi con veri e propri tubi da irrigazione, quelli bucati per capirci, dovranno a loro volta portare questi materiali al centro di raccolta. Forbici, zappette e rastrelli Nel frattempo, conla Legge di Bilancio 2024, è stato confermatoil Bonusdestinato al miglioramento di terrazze e giardini privati. a esempio per i proprietari di immobili che effettuano interventi straordinari nei propri giardini o terrazzi è prevista una detrazione fiscale del 36%. IlBonus Verdenasce con l’obiettivo di incentivare i cittadini all’abbellimento e miglioramento delle aree verdi. Tuttavia, per poter accedere al beneficio è necessario rispettare diversi criteri.La Svoltati spiega che cos’è e come funziona. Conviene allora rimboccarsi le maniche e imbracciareforbici da pota, zappette e rastrelli. A proposito, dove vanno gettati poi tutti questi oggetti quando si rompono, non funzionano o non servono più? Anche questi attrezzi vanno conferiti alcentro di raccolta. Guanti da giardinaggio L’universo deiguantiè infinito e variopinto. Ne esistono di tutti i tipi. A parte il fatto che sono spesso protagonisti dei film gialli, in cui vengono utilizzati per commettere delitti senza lasciare tracce… Comunquela rubricaSplash!ha già affrontato il tema da differenti punti di vista. L’ultima volta per esempio ci siamo occupati di tutti gli strumenti che utilizziamo e dei rifiuti che produciamo, lavando i piatti. In quell’ambitoi guanti in gommavanno a finire nel secco residuo, perché non sono imballaggi. Quando li acquistiamo, però, ricordiamoci chela confezione- di solito è di plastica o di cartone – dev’essere differenziata nell’apposita raccolta, perché lei sì che è un imballaggio. In effetti mancavano ancora all’appelloi guanti da giardinaggio: di qualunque materiale siano, vanno nel secco residuo. Se si parla diguanti, il pensiero vola quasi sempre al triste periodo dellapandemia da Coronavirus, quando li abbiamo utilizzati strettamente per motivi igienici. Un report dell’Omsha fatto luce sull’aumento della “spazzatura pandemica”:mascherine, guanti e tamponi, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, si sono trasformati in un nuovo problema ecologico.

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