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E tu la conosci la storia del rossetto?

 

Un un team di ricercatori delle università di Padova e di Teheran ha analizzato unapiccola fiala di cloriteritrovata nel corso degli scavi condotti nel 2001 nella provincia di Jiroft,nell’Iran sud orientale,scoprendosi trattasse una preparazionecosmeticaa base di ematite, manganite e braunite, mescolata a cere e olii vegetali. In poche parole si sono ritrovati tra le mani quello che è stato consideratoil primo rossetto della storia, realizzato tra il 1936 e il 1687 a.C. Altri studi però vorrebbero la nascita di questo prodotto 5.000 anni prima. InMesopotamia, per la precisione nella città di Ur, oggi facente parte dell’Iraq, la Regina Puabi, sempre ricoperta di gioielli importanti e copricapi vistosi, aveva nella propria toeletta unapolvere composta da rocce rosse e piombo biancoche strofinava sulle labbra con l’intento di rifinire la propria estetica. Lo stesso fine ci conduce in Egitto, dove labbra colorate di nero, magenta e rosso erano il simbolo dell’epoca faraonica, ben rappresentata daCleopatra. In quel periodo piccole conchiglie o resti di vasi venivano utilizzati come contenitori di primitiveformule di rossetto a base di scarabeo. Se in molti luoghi nell’antichità il rossetto era riconosciuto come oggetto volto solo all’abbellimento non ovunque era così. Nell’antica Grecia, infatti,le labbra colorate erano considerate il segno distintivo delle prostituteche utilizzavano, per formare la crema del rossetto, avanzi di vino rosso o impasti di grasso di pecora e saliva. Il rossetto divenne l’emblema della “professione” e la società puniva tutte coloro che, pur operandola, non lo indossavano, incolpate di fingersi “donne rispettabili”. Lungo la linea del tempoil rossetto si è amalgamato a usi, costumi e società, divenendo, a esempio, differenziatore di classi sociali nell’antica Roma, sacrilegio per lareligione cristianadel Medioevo e merce nell’Inghilterra diElisabetta I. A partire dal Novecento poi, si è trasformato insimbolo delle proteste femministe e dell’emancipazione femminile. Tra i rossetti diventati iconici, come non ricordare ilMontezuma Red, che l’imprenditrice canadeseElizabeth Ardencreò per abbinarlo alleuniformi femminilidelle forze armate durante laseconda guerra mondiale. Anche ilfilmrecord di incassiC’è ancora domanidiPaola Cortellesierge il rossetto abandiera dell’emancipazione. Strumento di resilienza, identificativo di forza, il cosmetico si carica di questi elementi persfociare in metafora: «ti devi truccare solo per me» si sente dire Marcella dal fidanzato mentre le leva il rossetto dalle labbra proiettandola, come la madre, in un matrimonio violento, di quelli che azzerano la bellezza, l’estetica, la libertà e la donna stessa. Come un leitmotiv, il rossetto è nuovamente tolto dalle labbra femminili in un altro momento del film, quandole donne si recano a votare per la prima volta.Prima di leccare la scheda elettorale e riporla nell’urna, viene detto loro che anche solo una macchia di colore avrebbe invalidato il voto. A questo punto scorre una carrellata di bocche e rossetti portati via dalle stesse mani di chi li indossa. Iltrucco simbolo di emancipazionequi assume la massima espressione: non è il rossetto a parlare della mia libertà,è grazie alla mia libertà che posso decidere se e quando metterlo. E proprio di libertà e superamento dei confini si parlava neglianni ’70, quando le icone della musica punk-rock lo indossavano per manifestare il proprio anticonformismo. Nomi comeDavid Bowie, Kiss e Mick Jaggersono stati portavoce di una fluidità che ha conferito al mezzo una nuova vita. Ma l’importanza del rossetto non è riconosciuta solo da chi lo porta. Durante lacrisi economica che ha colpito gli Stati Unitidopo l’attacco alle torri gemelle venne infatti coniato il termineLipstick Effect, che descrive una teoria economica secondo la qualele vendite di rossetti aumenterebbero durante i periodi di crisi, confermando la valenza sociale del prodotto. L’intramontabile rossetto, nel tempo, ha dunque mutato forma, colori, consistenza e materiali ma ha tenuto saldo un principio fondamentale: che sia per estetica o per rivoluzione, rappresenta unacontinua metafora, un’immagine colorata di obiettivi da raggiungere. Una patina di trucco che si poggia sulle labbra per esprimersi insieme a loro.

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