Aveva 51 anni,l’operaio travolto da un trenoalla stazione di Chiari, nel bresciano, il 30 gennaio 2024. Secondo le prime ricostruzioni,Joao Rolando Lima Martinssi trovava sui binari per svolgere dei lavori a un traliccio dell’alta tensione. La Procura di Brescia ha aperto un’indagine, dovrà ricostruire nel dettaglio l’accaduto. Il caso ricordala strage ferroviaria diBrandizzo, in provincia di Torino, in cui in 5 vennero investiti da un mezzo in transito mentre facevano la manutenzione dei binari, ad agosto dell’anno scorso. Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganàsono parte dei1.041 morti sul lavoro registrati nel 2023dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e AmbientediVegaEngineering, che ha elaborato i datiInail. Significa, in media,più di 2 vittime al giorno. Secondo i dati, aggiornati al 31 dicembre 2023,gli infortuni “in occasione di lavoro”, categoria che comprende qualunque attività lavorativa svolta per l’azienda, sia in orario extra-lavorativo che in un luogo diverso dalla sede centrale,sono stati 799 e sono aumentati del +1,1%rispetto al 2022. Quelli“in itinere”, cioè avvenuti durante il tragitto dal luogo di abitazione a quello di lavoro e viceversa,sono stati 242 e sono diminuiti del 19,3% rispetto all’anno precedente. Da gennaio a dicembre 2023le donneche hanno perso la vita in occasione di lavoro sono 55, altre 32 sono morte in itinere. Il numero dellepersone stranieremorte in occasione di lavorosale a 155, mentre in 49 sono deceduti nel percorso casa-lavoro; per loro, ilrischio di morte sul lavoro è più che doppio rispetto agli italiani, con 65,3 morti ogni milione di occupati contro i 31,1 italiani che perdono la vita durante il lavoro ogni milione di occupati. Per quanto riguarda le fasce d’età, quella numericamentepiù colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è (ancora) quella tra i 55 e i 64 anni, con 292 morti su 799.L’incidenza di mortalità, però, ovvero il rischio di morire sul lavoro,è più alta nella fascia dei lavoratori over 65(138,3), seguita dai colleghi compresi tra i 55 e i 64 anni (60,7). Tuttavia, per coloro che hanno un’età compresatra i 15 e i 24 anni,il rischio di morire sul lavoro è ben superiore rispettoai colleghi tra i 25 e i 34 anni(27,9 infortuni mortali ogni milione di occupati contro i 16,2). Le denunce presentate nel 2023sono diminuite del 16,1%rispetto all’anno precedente: il calo, tuttavia, è dovuto alla fine dell’emergenza Covid, che aveva fatto crescere i dati del 2022. Le denunce di infortunio mortali e non mortali sono state 585.356, contro le 697.773 del periodo pandemico, con una diminuzione maggiormente rilevante nel settore della Sanità. A fine 2023 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (74.376).Le denunce di infortunio delle lavoratrici sono state 207.484, quelle dei colleghi 377.872. Il dato più allarmante è quello relativo alle denunce degli infortuni tra i giovanissimi: fino ai 14 anni, si rilevano 50.546 denunce, che corrispondono a circa l’8,6% del totale. Il settoreche registra il maggior numero di decessi in occasione di lavoro è quellodellecostruzioni, con 150 infortuni mortali. A seguire, quello di trasporti e magazzinaggio (109), delle attività manifatturiere (101) e del commercio (64). Il giorno della settimana che ha registrato più infortuni mortali èil lunedì, con il 19,5% del totale, seguito da mercoledì (19,1%), da giovedì e da venerdì, che superano il 17%. Il rapporto diVegaEngineeringriporta anche il dato dell’incidenza degli infortuni mortali, che indica il numero di lavoratori deceduti durante il lavoro in una determinata area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti in quell’area: questo consente di confrontare il fenomeno nelle diverse regioni d’Italia: le regionia maggior rischio di infortunio mortale, cioè con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale, sonoAbruzzo, Umbria, Basilicata, Puglia, Molise, Campania e Calabria. Meno pericolose, Sicilia ed Emilia Romagna, colorate di arancione (l’incidenza infortunistica è compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale). In zona gialla si trovano Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Veneto, Sardegna, Lombardia, Liguria e Trentino Alto Adige. Mentre le Regioni più sicure, in bianco, sono Lazio, Toscana e Valle d’Aosta (inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale). Guarda tutte le immagini della gallery>1/6 2/6 3/6 4/6 5/6 6/6 La Regione in cui si sono registrate più vittime nel 2023 in occasione di lavoro è la Lombardia, con 133 persone, seguita da Campania e Veneto, che superano quota 70, e da Emilia Romagna (70). Poi Puglia (62), Piemonte (61), Lazio (59), Sicilia (52), Toscana (33), Abruzzo (31), Calabria (24), Marche (22), Umbria (21), Friuli Venezia Giulia, Liguria e Sardegna (18), Trentino Alto Adige (14), Basilicata (10), Molise (5) e Valle d’Aosta (1). Nel 2024 il conteggio dei morti sul lavoro è ripartito subito: a gennaio, oltre a Joao Rolando Lima Martins, sono deceduti ancheEdoardo Serafini, 29 anni, schiacciato da una gru; un cittadino albanese di 53 anni, precipitato durante la notte da un’altezza di sette metri mentre, probabilmente, dormiva all’interno del capannone in cui lavorava;Mohamed Oueslati, 59 anni, morto due giorni dopo essere rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto a Châtillon;Roberto Conci, 46 anni, caduto da una scala nel poligono del 13° Reggimento a Gorizia; un operaio di 55 anni, precipitato mentre stava collocando dei pannelli isolanti sul tetto di un capannone, in provincia di Ancona;Paolo Mariani, 62 anni, avvolto dalle fiamme scoppiate nel suo laboratorio, nel seminterrato di casa; un uomo di 50 anni originario di Todi, Perugia, sommerso dalla terra mentre si trovava all’interno di uno scavo; un operaio di 46 anni, che a Lanciano (Chieti) è morto dopo essere stato investito da u tubo metallico.E la lista non fa che allungarsi.
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