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Non solo Ilaria Salis: quanti sono i detenuti italiani all’estero?

 

Dei nostri concittadini imprigionati all’estero parliamo quasi esclusivamente quando le loro storie diventano impossibili da ignorare.Come quella diIlaria Salis,di cui si è parlato tantissimo nelle ultime ore nonostante sia ospite dellecarceri ungheresida quasi un anno, pressoché ignorata da media mainstream e istituzioni finché un video ha mostrato inequivocabilmente lecondizioni disumanedella sua detenzione (che la maestra 39enne aveva già raccontato dopo 7 mesi nel carcere di Budapest, in unalettera scritta al suo avvocato il 2 ottobre 2023). OChico Forti,condannato all’ergastolo nel 2000 inFloridaper frode, circonvenzione di incapace e concorso in omicidio e per il cui rientro in Italia si è battuto non solo un forte movimento d’opinione (alimentato anche dalla trasmissione tvLe Iene), ma anche le istituzioni, tra cui l’allora ministro degli Esteri Luigi di Maio e l’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia. E come dimenticare i due maròMassimiliano Latorre e Salvatore Girone,al centro di una controversia internazionale tra Italia e India durata anni dopo l’uccisione di due pescatori indiani? Dietro queste storie “eccellenti”, però, ce ne sono altre. Migliaia di altre. Almeno2.058,secondo l’Annuario statistico della Farnesina di novembre 2022: è questo, infatti, il numero deidetenuti italiani all’estero. Un dato che comprende sia chi è già stato condannato (tra cui quelli in attesa di estradizione) sia chi è ancora in attesa di giudizio. A fare compagnia a Ilaria Salis nellecarceri ungheresi, a esempio, ci sono5 persone già condannate e 12 ancora in attesa di giudizio. Ma ci sono italiani anche nelleprigioni tedesche (713), francesi (239) e spagnole (229).La maggior parte, oltre1.500, sono detenuti inEuropa, ma più di 200 sono imprigionati nei Paesi extra Ue comeRegno Unito(126) eSvizzera(73) e altrettanti nelleAmeriche(200). I numeri sono più piccoli in Asia e Oceania, Mediterraneo e Medio Oriente e in Africa sub-sahariana, ma ci sono detenuti italiani a tutte le latitudini. In Romania, dietro le sbarre del carcere di Porta Alba di Costanza, si trovaFilippo Mosca, accusato di traffico internazionale di stupefacenti e condannato a 8 anni e 6 mesi. Il 29enne di Caltanissetta era andato nel Paese per partecipare a un festival musicale nel maggio del 2023; ora,ha denunciatola madre Ornella Matraxia, «vive in una cella di circa 30 mq con altri 24 detenuti.Hanno a disposizione unbuco sul pavimento come bagno.Non un bagno alla turca, ma un buco, usato da tutti, sempre intasato e che non viene mai pulito.Le condizioni igienico-sanitarie sono a dir poco disastrose». Il 29 gennaio il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti ha presentato un’interrogazione parlamentareal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, focalizzata non tanto sul processo (che secondo la madre “si è svolto con il travisamento totale dei fatti avvenuti, con intercettazioni non autorizzate e trascritte in modo indecente, così da espungere tutte le affermazioni a discolpa del figlio”) ma sullecondizioni della detenzione. Quello di Porta Alba, infatti, è conosciuto come“uno dei peggiori carceri europei,più volte oggetto di condanna da parte della Corte Edu per trattamenti inumani e degradanti”. Mosca, appena entrato, è stato 21 giorni in isolamento Covid “in una stanza invasa dai topi e zeppa di escrementi anche sui materassi, vecchi e maleodoranti”. Confermando le parole della madre, l’interrogazione prosegue spiegando che “il ragazzo è stato spostato in una cella di circa 35 metri quadri dove alloggiano 24 detenuti, in condizioni igienico-sanitarie immonde, con un buco per terra per fare i bisogni, sporco e nauseabondo, e con la possibilità di lavarsi una volta a settimana, raramente con l’acqua calda, in docce che consistono in tubi che fuoriescono dalle pareti senza separazioni per preservare un minimo di privacy; anche i riscaldamenti non funzionano mentre fuori ci sono temperature che in inverno raggiungono i 10 gradi sottozero”. Non solo Mosca deve sopportare la sporcizia, i topi, il freddo, la fame. Il 26 gennaio è statoaggreditoda un compagno di cella “riportando una ferita al labbro e ustioni a una gamba erischiando di essere accoltellatoda un altro recluso”. Il suo processo di appello si terrà nel mese di aprile 2024.

Redazione

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