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Immigrazione Francia: la nuova legge divide il Governo

 

Ieri, martedì 19 dicembre, l’Assemblea nazionale (ovvero la camera bassa del parlamento francese)haapprovatoun disegno di legge sull’immigrazionefortemente voluto dall’estrema destra ecriticato dalla squadra di Governo di Emmanuel Macron.Si tratta “del disegno di legge più regressivo degli ultimi 40 anni per quanto riguarda i diritti e le condizioni di vita degli stranieri, compresi quelli che sono da tempo in Francia”, hanno affermato in una dichiarazione congiunta circa 50 Ong, tra cui la Lega francese per i diritti umani. Il disegno di legge, approvato anche dal Senato,vincola l’accesso alle prestazioni di sicurezza sociale per chi emigra a 5 anni di permanenza nel Paese,o a 30 mesi per coloro che possono dimostrare di avere un lavoro; introduce unacauzione da versare allo Statoda parte degli studenti stranieri per ottenere il permesso di soggiorno e prevede la possibilità diconcordare quote dimigrantiin arrivo in Francia per i prossimi 3 anni. La riforma ripristina inoltre ilreato di soggiorno illegaleaccompagnato da unamulta senza reclusionee pone fine all’automatismo delloius soli:chi è nato in Francia da genitori stranieri non otterrà più la cittadinanzacon la maggiore età, ma dovrà farvirichiesta tra i 16 e i 18 anni.Icondannatiper reati gravi con doppia nazionalità, poi, non potranno più ricevere la cittadinanza francesee potrebbero perderla qualora l’avessero già acquisita. La detenzione di minori stranieri invece è stata vietata. PerMarine Le Pen,leader del partito diestrema destraRassemblement Nationalsi tratta di una grande conquista: «Possiamo rallegrarci del progresso ideologico, di unavittoria ideologica, dal momento che questo è ora sancito dalla legge come priorità nazionale». Per il ministro degli Interni di centro-destraGérald Darmanin,che ha proposto la riforma, il voto ha permesso di mettere un punto fermo a una«lunga lotta per integrare meglio glistranieried espellere coloro che commettono atti di delinquenza». La settimana scorsa, sia il partito di Le Pen che le forze politiche di sinistra avevano respinto la prima versione del testo senza nemmeno discuterla: la proposta era stata ritenuta troppo blanda dai partiti conservatori e al contempo troppo dura con i migranti dai partiti di centro-sinistra. Le modifiche apportate in seguito hanno permesso di trovare un compromesso tra maggioranza e opposizione eil disegno di legge è passato con 349 voti a favore e 186 contrari. Tuttavia i principali esponenti del partito di Macron e alcuni alleati avevano fatto sapere che, se la legge fosse stata approvata, si sarebberodimessi. Così ha fatto ilministro della Sanità Aurélien Rousseau,che dopo il voto ha presentato le sue dimissioni in segno di protesta. Secondo l’AgenziaFrance-Press, anche altri ministri sarebbero sul punto di fare lo stesso.

Redazione

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