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Obiettivi climatici e sicurezza energetica: servono 80 milioni km di reti elettriche

 

L’obiettivo dilimitare il riscaldamento globalenon è (forse) impossibile. Per raggiungerlo, però, sononecessariinvestimenti fino a 600 miliardi di dollaril’anno entro il 2030. È quanto emerge dalnuovo rapportoElectricity Grids and Secure Energy Transitionsdell’Agenzia Internazionale dell’Energia(International Energy Agency -Iea), nel quale l’organo dei Paesi Ocse lancia deicampanelli d’allarmesullo stato delle reti elettriche nel mondo. Queste reti giocano un ruolo vitale per le ambizioni mondiali; in futuro,“la loro importanza è destinata ad aumentareman mano che crescerà il ruolo dell’elettricità nei sistemi energetici”. Il problema nasce quando le reti “non riescono a tenere il passo con la rapida crescita delle principali tecnologie energetiche pulite come quella solare, eolica, automobili elettriche e pompe di calore”. L’Agenzia stima chesarà necessario costruire almeno80 milioni km di nuove reti elettriche,ovvero circa il doppio di quelle esistenti,entro il 2040,con investimenti che raggiungeranno e supereranno i 600 miliardi di dollari entro il 2030, andando a raddoppiare i circa 300 miliardi che vengono investiti annualmente. Dal rapporto viene a galla anche la lunga e crescente coda di progetti di energie rinnovabili in attesa, chegarantirebbero 1.500 GW di capacità elettrica aggiuntiva(un valore di circa 5 volte maggiore rispetto alla capacità fotovoltaica ed eolica aggiunta nel 2022 a livello globale). Anche in Italia, a causa dei lunghi iter burocratici, sono instand-by richieste di connessione che hanno raggiunto i 315 GW di potenza cumulata: il 43,19%, vale a dire 136 GW, riguarda progetti per il fotovoltaico; l’eolico offshore raggiunge i 90 GW, mentre l’eolica onshore gli 89 GW. Si tratta di numeri energetici quasi 4 volte superiori al target fissato dalla Commissione europea per il nostro Paese al fine di raggiungere gli obiettivi del pianoRepowerEU. L’Ieaha inoltre delineato uno scenario (Grid Dealay Case) in cui illustracosa succederebbe al nostro Pianeta in assenza di un aumento degli investimentiper le reti. La proiezione è catastrofica:tra il 2030 e il 2050, le emissioni diCO2raggiungerebbero quasi 60 miliardi di tonnellatea causa di un maggiore consumo di combustibili fossili, che decreterebbe una probabilità del 40% di aumentare la temperatura terrestre di 2 gradi. Servono, quindi, azioni strategiche da parte dei Governi locali per snellire l’iter di pianificazione, autorizzazione e completamento delle nuove infrastrutture di rete che a oggi richiede dai 5 ai 15 anni; tempi decisamente più lunghi rispetto a 1-5 anni per i progetti delle energie rinnovabili e a 2 anni per le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Per rafforzare losviluppo sostenibilee ridurre i rischi delcambiamento climatico, viene richiesta una più forte collaborazione internazionale tra tutti i soggetti.

Redazione

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