Categories: Ambiente

Italia, sempre più fragile davanti alle alluvioni

 

Soltanto negli ultimi cinque anni l’acqua arrivata dal cielo ha contribuitoalla morte di almeno 80 italiani. Cinquanta vittime solo nell’ultimo anno. E i grandi disastri che abbiamo ancora in mente, tutti recenti, si sono susseguiti uno dopo l’altro: l’alluvione delleMarchee Umbria del settembre 2022,la frana di Ischiadel successivo novembre, l’Emilia-Romagnasott’acqua lo scorso maggio e poi laToscanadevastata dalle piogge nemmeno un mese fa. Fatti che ci ricordano due aspetti: il primo è che la crisi climatica, nel Mediterraneo che corre a velocità doppia come innalzamento delle temperature rispetto alla media globale, sta portando a fenomeni sempre più intensi e frequenti che impattano sulle nostre vite; ela seconda purtroppo è che l’Italia è estremamente fragile e impreparata. Questa fragilità, tradissesto idrogeologico, conformazione dei terreni, consumo di suolo e abusivismo, è nota da tempo: eppure ora, quando il conto del nuovo clima si fa sempre più salato, non solo lo Stivale si mostra ancora estremamente vulnerabile,ma non sta nemmeno realmente investendo per prepararsi al futuro. La fotografia di una Italia “dai piedi d’argilla”, sempre più a rischio per alluvioni intense, è quella che ci restituisceilrapportoCittà ClimadiLegambienteche negli ultimi 14 anni con il suoOsservatorioha contato684 allagamenti e 86 frane da piogge intense, ma anche 166 esondazioni fluviali. L’Italia, ci racconta il report, è infatti un Paese sempre più soggetto e colpito da fenomeni intensi tali da sconvolgere soprattutto determinati territori:Sicilia, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna sono per esempio le regioni più impattate, mentre a livello di città si contano Roma, Agrigento, Palermo, Genova e Napoli. Il problema è che più aumenta il surriscaldamento, più i mari sono caldi e carichi di energia, più questi eventi meteo diventano drammatici. Solo negli ultimi 14 anni la Sicilia conta 86 casi di alluvioni importanti, seguita da Lazio (72), Lombardia (66), Emilia-Romagna (59), Campania e Puglia (entrambe con 49 eventi) e Toscana (48). La Lombardia è invece la regione, come ricordano anche le frequenti esondazioni del Seveso, più a rischio a livello di danni legati ai fiumi. Per le esondazioni fluviali è infatti al primo posto con 30 casi, seguita dall’Emilia-Romagna con 25 e dalla Sicilia con 18 eventi. Parlando del Seveso Barbara Meggetto, presidente diLegambiente Lombardia, ha ricordato inoltre che «finché il Seveso rimarrà sotterraneo Milano non potrà dirsi sicura, le vasche di laminazione sono un rimedio tardivo, il quadro appare troppo compromesso». Tante, in Lombardia, anche il numero di frane da piogge intense tali da provocare danni:nella regione di Milano se ne contano almeno 12, poi Liguria 11 e Calabria e Sicilia entrambe con 9 eventi. “Ad andare in sofferenza sono soprattutto le grandi città: in primis Roma, dove si sono verificati 49 allagamenti da piogge intense, Bari con 21, Agrigento, con 15, Palermo con 12, Ancona, Genova e Napoli con 10 casi. Per le esondazioni fluviali spicca Milano, con almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro in questi anni, di cui l’ultima a fine ottobre; seguono Sciacca (AG) con 4, Genova e Senigallia (AN) con 3”, ricordano daLegambienteindicando cifre che fanno parte di un contesto a elevato rischio idrogeologico,con 1,3 milioni di persone in Italia che vivono in aree definite a forte rischio di frane e smottamenti e oltre 6,8 milioni di persone sono a rischio medio o alto di alluvione. L’analisi, seguendo gli investimenti fatti finora, si è poi soffermata nel tentativo di capire se anche dal punto di vista economico è stato fatto o si farà abbastanza. “Il Paese ha speso dal 2013 al 2023, oltre 13,8 miliardi di euro in fondi per la gestione delle emergenze meteo-climatiche (datiProtezione civile).Eppure, nonostante tutto ciò, il Governo Meloni nel rimodulare il Pnrr ha scelto di dimezzare le somme destinate a contrastare il dissesto idrogeologico, passate a livello nazionale da 2,49 miliardi a 1,203 miliardi, in un Paese dove si sono spesi in media oltre 1,25 miliardi/anno per la gestione delle emergenze, mentre dal 1999 al 2022, per la prevenzione del rischio, sono stati ultimati 7.993 lavori per un importo medio di 0,186 miliardi/anno”, fanno sapere dall’associazione ambientalista che denuncia una generale“assenza di governance”e la necessità al contrario di “una visione più ampia capace di tener insieme conoscenza, pianificazione e controllo del territorio”. Come? SecondoLegambienteservonoquattro priorità:approvare in via definitiva il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici; approvare la legge sullo stop alconsumo di suoloche il Paese aspetta da 11 anni; superare la logica dell’emergenza e degli interventi invasivi e non risolutivi e infine costituire una regia unica per costruire protocolli di raccolta dati e modelli previsionali che permettano di conoscere la tendenza delle precipitazioni e i loro impatti sul territorio. «Le drammatiche emergenze registrate negli ultimi anni nelle Marche, a Ischia, in Romagna e da ultima l’alluvione in Toscana – chiosa Stefano Ciafani, presidente nazionale diLegambiente– ci devono far riflettere sul modello di gestione del territorio. Non è solo un problema di risorse economiche, come spesso si vuole far credere, o di mancanze nella manutenzione ordinaria, pratica corretta e condivisibile ovviamente, se inserita in un contesto più ampio. Il problema principale sta nelvoler rispondere alla logica della “messa in sicurezza”, che ha visto nel corso dei decenni provare a difendere l’indifendibile, alzando solamente argini e ragionando in maniera idraulica, con calcoli e tempi di ritorno delle piene che la crisi climatica sta spazzando via più velocemente di quanto si pensasse. Un’emergenza, quella climatica, che in alcune aree del Paese, soprattutto nel Meridione,aggrava una situazione di preesistente rischio causato da un abusivismo edilizio in aree già pericolose, raramente oggetto di demolizioni e rimasto colpevolmente impunito».

Redazione

Recent Posts

“Non ci siamo riusciti”, le parole dispiaciute del noto volto televisivo | Il triste annuncio

Il triste annuncio è arrivato all'improvviso proprio dal volto più amato in assoluto, della TV…

45 minuti ago

“DIREMO ADDIO A MEZZA ITALIA”, una vera catastrofe naturale, ora abbiamo la data

L'allarme è scattato, potremmo essere di fronte a un vero disastro, con mezza Italia che…

14 ore ago

È il lavoro meglio pagato di tutti i tempi, lo possono svolgere proprio tutti | Non ti serve nemmeno il diploma

La crisi economica la combatti solo scegliendo il lavoro che ti offre i migliori guadagni.…

19 ore ago

ADDIO AL CARO BOLLETTE, un sacchetto il tuo più grande alleato | Il trucco della nonna è il migliore

Finalmente potrai dire addio al caro bollette in maniera definitiva, come? Con un semplice sacchetto…

22 ore ago

È l’ELETTRODOMESTICO PIÙ DESIDERATO, ora te lo porti subito a casa con uno sconto del 50% | L’occasione dura solo 48 ore

È lui l'elettrodomestico più desiderato in assoluto e adesso non devi più pagare un patrimonio,…

1 giorno ago

PENSIONI: arriva la decisione ufficiale, ora si smette di lavorare a 30 anni | Le veri baby pensioni

Una nuova riforma pensioni che nessuno si aspettava, sembra proprio che si potrà andare in…

2 giorni ago