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Uk, MeToo cinema e tv: le donne che denunciano subiscono discriminazioni

 

Il mese di ottobre 2023 ha segnato il6° anniversario del #MeToo, da quando la star diStreghe,Alyssa Milano,ha lanciato su Twitter unpostdiventato virale invitando tutte ledonne vittime di molestie o violenze sessualia raccontare esperienze simili a quelle delcaso Weinstein, denunciato pochi giorni prima daNew York TimeseNew Yorker. 6 anni dopo, lo studioSafe to Speak Up?dellaUniversity of Yorkha guardato alla situazione nell’industria del cinema e della televisione britannicaper capire cosa è cambiato dalla nascita del movimentoMeToo.Ne è emerso un quadro, per certi versi, anche più pericoloso per ledonne che subiscono molestie o violenze,perché orasono incoraggiate a non tenersi tutto dentro, ma dopo la denuncia sonoesposte a ritorsioni e umiliazioni nell’ambiente di lavoroche rischiano di pregiudicare la loro carriera. L’autrice dello studio, Anna Bull, ha spiegato che lavittimizzazione secondariache scaturisce dopo ladenunciaprende forme diverse e va dall’esposizione della vittima abattuteinappropriate all’inserimento in una sorta diblacklistche allontana ogni possibilità difuturi lavori. La ricerca si basa su una serie diinterviste con 18 personeche lavorano nel mondo cinematografico e televisivo nelRegno Unito(attori, registi, produttori, assistenti e giornalisti) e che hanno subito o denunciato molestie e violenze sessuali avvenute in contesti di lavoro. La maggior parte degli episodi descritti, che citanocommenti a sfondo sessuale, la condivisione di foto intime non richieste, contatti fisici indesiderati, atti di esibizionismo e aggressione sessuale,si sono verificati negli ultimi 3 anni. Secondo una ragazza di 20 anni partecipante allo studio non ha molto senso parlare di “uno spartiacque tra #MeToo e post#MeToo.Molti comportamenti veramente problematici sonoancora latentie vengono protetti da anni”. Le ritorsioni, in sostanza, sono sempre le stesse. «Le donne stanno ancora perdendo il lavoro e la carriera come risultato della denuncia. Nonostante queste conseguenze cambino la vita di una persona, in molti luoghi di lavoro non sono ancora stati messi in atto i requisiti minimi previsti dalla legge per affrontare questa problematica», spiega l’autrice del report. In alcuni casi, dopo la denuncia, i colleghi uomini diventano aggressivi per il solo fatto di non poter più godere dell’ambiente di lavoro sessistanel quale si erano sempre sentiti a proprio agio. E ciò, secondo Bull, fa scatenare in alcuni un rancore misogino o comportamenti di bullismo e umiliazione nei confronti dell’altro sesso. Non siamo molto distanti dal caso italiano con i fuorionda di Andrea Giambruno. Lo studio anglosassone ha anche fatto chiarezza su quali sono lesituazioni e i luoghi più a rischio per chi lavora nel mondo dello spettacolo, come gli eventi sociali aziendali, le riprese in esterno e gli eventi internazionali. Una delle intervistate ha detto di essere statastuprata durante un evento di lavoroda qualcuno conosciuto la sera stessa. Le occasioni di network sono anche quelle in cui «alcolici e droghe di classe A sono normalizzati e le battute sessuali sono molto comuni», ricorda Bull. L’ultimo caso esemplare che ha travolto il mondo del cinema e della tv inglese è quello dell’attore e comicoRussell Brand, accusato da 4 donne di stupro, aggressione sessuale e abuso emotivo che sarebbero stati compiuti tra il 2006 e il 2013, ovvero quando Brand era all’apice della sua carriera e lavorava come presentatore perBbc Radio 2eChannel 4. Secondo quanto rivelato dalSunday Times, i suoi comportamenti abusivi e predatori verso le donneerano “un segreto aperto”negli ambienti della produzione radio e tv. Secondo fonti anonime, i manager dellaBbcavrebbero ricevuto all’epoca una denuncia riguardo a una “preoccupante manifestazione di aggressività e mancanza di rispetto” da parte di Brand. Se così fosse, vorrebbe dire che nessuno si è preoccupato di sanzionarlo o indagare più a fondo sulle sue responsabilità. Dopo l’esplosione del caso,BbceChannel 4hanno confermato di aver avviato indagini interne per capire cosa è successo nel periodo in cui Brand lavorava per loro. Il problema dellemolestie sessuali, infatti, èsistemicoe non può essere risolto senza la collaborazione proattiva del management e di tutta la dirigenza nella gestione delle denunce. Lo ha dimostrato l’ultimosondaggioLooking Glassdell’ente benefico britannicoFilm and TV Charity:quasi la metà dei manager del settore intervistati ha ammesso di non sentirsi adeguatamente preparatoper affrontare le segnalazioni ricevute.

Redazione

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