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Le morti per caldo aumenteranno del 370% (ma possiamo evitarlo)

 

Carenza di cibo,perdita di biodiversità, impatto su case e infrastrutture, aumento delle zanzare e della trasmissione di malattie,aria irrespirabile, pericoli di nuove pandemie, crescita delle migrazioni, stress e impatto psicologico. Se tutte queste condizioni, destinate a crescere per via del surriscaldamento globale, non spaventano abbastanza i decisori chiamati a rallentare la corsa delle crisi del clima, allora diciamolo ancor più chiaramente:questa crisi la pagheremo in vite umane, come fosse una guerra. Ce lo ha ricordato in maniera chiarissima uno studio da poco pubblicato dal teamLancet Countdown, quello della prestigiosa rivista Lancet:con l’aumento delle temperature attuali da qui a metà secolo si rischia un crescita di 4,7 volte dei decessi legati alleondate di calore. La crisi del clima impatta infatti direttamente sulla salute delle persone: lo fa quando l’aria diventa irrespirabile, lo fa diffondendo batteri e malattie, lo fa impedendo alle persone di ottenere cibo e acqua per il loro sostentamento. E soprattutto, ricorda il rapporto, se continueremo a investire nellefonti fossilile emissioni porteranno a un ulteriore innalzamento delle temperature(l’anno prossimo supereremo i famosi +1,5 °C) mettendo a rischio la vita di milioni di persone nel sud del mondo e nei Paesi meno sviluppati. Nel 2021, dice il report,127 milioni di persone in più soffrivano di insicurezza alimentare moderata o grave, rispetto ai tre decenni precedenti. I mari più caldihanno portato alla diffusione costiera di batteri nell’acqua mettendo1,4 miliardi di persone a rischio di malattie diarroiche e gravi infezioni. Parallelamente l’esposizione all’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. Nel mondo, Europa compresacon i suoi 70.000 decessi collegati alleondate di caldo, le temperature elevate continuano a uccidere soprattutto tra persone vulnerabili e over 65 (i decessi in tal senso sono aumentati dell’85% rispetto agli anni Novanta. «Il nostro bilancio sulla salute rivela che oggi i crescenti rischi del cambiamento climatico stanno costando in vite umane e mezzi di sussistenza in tutto il mondo. Le proiezioni di un mondo più caldo di 2 °C rivelano un futuro pericoloso e ricordano tristemente che il ritmo e la portata degli sforzi di mitigazione visti finora sono stati inadeguati a salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone», ha ricordatoMarina Romanello,direttore esecutivo diLancet Countdownall‘University Collegedi Londra. «L’inazione comporta un costo umano enorme e non possiamo permetterci questo livello di disimpegno: lo stiamo pagando in vite umane. Ogni momento che ritardiamo rende il percorso verso un futuro vivibile più difficile e l’adattamento sempre più costoso e impegnativo», è il messaggio di Romanello che sembra diretto ai leader politici che a breve si riunirannoa Dubai allaCop28. Secondo le previsioni del report se le temperature aumenteranno di 2°C (come da proiezione degli scienziati con le attuali politiche climatiche),i decessi legati al caldo aumenterebbero del 370% e il numero di ore di lavoro perse aumenterà del 50% entro la metà del secolo. Questo porterà entro il 2041-2060, circa 525 milioni di persone asperimentare un’insicurezza alimentareda moderata a grave, rischiando lamalnutrizione. Quella contro la crisi del clima che lo stesso uomo ha innescato,deve essere dunque una guerra in cui tutti i Paesi si alleano in prima linea per evitare un cambiamento radicale per la nostra e le altre specie che popolano questo Pianeta.Come chiosa il segretario generale delle Nazioni UniteAntónio Guterres, commentando il report, il tempo è finito. «Stiamo già assistendo a una catastrofe umana in atto, con la salute e i mezzi di sussistenza di miliardi di persone in tutto il mondo messi in pericolo da un caldo record, siccità che danneggiano i raccolti, aumento dei livelli di fame, crescenti epidemie di malattie infettive, tempeste e inondazioni mortali». Però, equi sta l’insperata buona notizia, semprenoi abbiamo davvero il potere di invertire il tragico futuroa cui andiamo incontro: per esempio, ci dice il rapporto,le morti dovute all’inquinamento atmosferico derivante dai combustibili fossili sono diminuite del 16%dal 2005 e l’80% di questo calo èdovuto agli sforzi per ridurre l’inquinamento dalla combustione del carbone.

Redazione

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