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Roma, tavoli all’aperto e movida: lo sciopero del 18 novembre

 

LaCommissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agro-alimentaredel Senato, su impulso del Governo, haautorizzato l’emendamento “De Priamo”al Ddl concorrenza, cheposticiperàla data diconclusione del regime semplificato per dehors e tavolini all’apertoalla fine dell’anno2024. La proroga è il nuovo atto di una soluzione temporanea che era stata approvata durante la pandemia di Covid-19 per sostenere il settore economico legato alla ristorazione. Secondoil sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy Massimo Bitonci, rappresentante del Governo per il provvedimento in questione, la proroga è unamisura economica necessaria: «Bene l’approvazione. Le concessioni per le occupazioni di suolo pubblico sono state provvidenziali per incrementare i guadagni durante il periodo pandemico e continuano a esserlo per i nostri esercenti di bar e ristoranti. La proroga è un importante segnale di supporto ai tanti esercizi commerciali». Un’opinione ribadita con fermezza dal senatore di FdIAndrea De Priamo, prima firma dell’emendamento, che sottolinea la volontà di «mantenere in vita unmodello di consumazione ai tavoli all’apertoche, complice anche lasituazione climatica, si è ormai stabilizzato nelleabitudinidei fruitori di queste attività. Fratelli d’Italia sta contestualmente lavorando per un disegno di legge che renda questa esperienza stabile e non più emergenziale, fermo restando il rispetto delle norme di sicurezza e del codice della strada e il contrasto di ogni forma di abusivismo». La decisione di permettere l’occupazione del suolo pubblico da parte dibareristorantiha trovato l’approvazione degli esercenti, soprattutto delle grandi città, come hadichiaratoClaudio Pica della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio: «Ringraziamo l’impegno della maggioranza e di Fratelli d’Italia, che ha accolto le istanze della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio. Con l’emendamento approvato auspichiamo che i tanti Comuni italiani e le amministrazioni comunali (tra cui Roma Capitale) sfruttino il tempo a disposizione per emanare nuovi regolamenti in materia, norme funzionali alla città, agli operatori e alle esigenze delturismo». Ma allo stesso tempo ha suscitatonumerose proteste da parte dell’opposizione politica, soprattutto quella delle amministrazioni locali, dei cittadini e delle cittadine stanchi dellamancanza di parcheggi e della viabilità modificata. « on c’è alcuna certezza sul ripristino delle regole e lascia invece ampio spazio a possibili abusi che incidono sulla vivibilità della città haaffermatola senatrice Cecilia D’Elia del Partito Democratico. Il Comune di Roma, che aveva manifestato di non essere favorevole alla proroga soprattutto tramite l’assessora al Commercio Monica Lucarelli, dovrà ora sottostare alla legislazione governativa modificando il regolamento sul commercio, con inevitabili ripercussioni sulle norme per limitare la movida e i suoi effetti negativi. Una situazione che negli ultimi anni ha esasperato numerosi abitanti della Capitale, in particolare quelli delcentro storico, di Monti, di Trastevere, di Prati e Borgo,che hannoannunciatodi essere pronti amanifestare il 18 novembre contro la decisione del Governoe di voler coordinarsi con i comitati cittadini di altre grandi città. «È veramente un delirio. Non c’è nessun motivo reale per dare una proroga, l’emergenza ormai è finita. Un altro assurdo è che questo è un provvedimento a livello nazionale, senza nessuna attenzione al tessuto dei centri storici, tema sul quale dovrebbero deliberare i Comuni» haammonitoNicola Barone, presidente del comitato Rione Monti.

Redazione

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