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Cop28: Al Jaber chiede un allineamento su fossili e rinnovabili

 

Essere uniti sulla questione più divisiva non sarà affatto semplice. Eppure, il presidente dellaCop28,Sultan Ahmed al Jaberche è contemporaneamente manager di una azienda petrolifera degli Emirati e leader di aziende che si occupano di energie rinnovabili, al mondo dei negoziati sul clima chiede proprio questo:trovare un “terreno comune sui combustibili” fossili,magari spingendo su quel mantra di compromesso (ora cavalcato anche dall’Unione Europea) che riconosce la necessità diabbandonare il fossilema in modo moltograduale, triplicando prima la quantità di energie rinnovabili. Una sorta di “compromesso” quello che Al Jaber ha chiesto al vertice pre-Cop28 convocato ad Abu Dhabi con circa 70 ministri e 100 delegazioni presenti. Un punto di incontro tra visioni diametralmente opposte: c’è, infatti, chi chiede da una parte, per evitare ulteriori emissioni climalteranti, la fine immediata dell’industria fossile e dall’altra chi, soprattutto per interessi economici e sociali, vede nel petrolio, carbone e gas ancora una risorsa futura necessaria. Altro punto cruciale: la questione fossile e delle rinnovabili, a fine Cop28 (che si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre)entreranno finalmente nei testi finali dei negoziati?Oppure saranno nuovamente rimandati? «So che ci sono opinioni forti sull’idea di includere un linguaggio sui combustibili fossili e sulle energie rinnovabili nel testo negoziato -ha detto Al Jaberai delegati – ho bisogno che lavoriate insiemeper proporre soluzioni che possano raggiungere allineamento, terreno comune e consenso tra tutte le parti». La posizione dell’Europa è stata in parte già annunciata: per l’Ue i colloqui della Cop28 devono includere unpacchetto di misure di mitigazionedel cambiamento in modo da ridurre più rapidamente le emissioni che causano il riscaldamento del Pianeta,compreso l’impegno atriplicare la capacità globale di energia rinnovabile entro il 2030,oltre cheeliminare gradualmente i combustibili fossiliche emettono CO2. Lo stesso Al Jaber ha più volte riconosciuto chel’eliminazione graduale delle fonti fossili è inevitabile,senza però ovviamente dettare tempistiche e metodi precisi ma, a più riprese, ha citato la necessità dell’uso di nuove tecnologie, come quelle per cattura e stoccaggio di CO2, come alleati per mantenere ancora i combustibili fossili in vita. «Stiamo andando nella giusta direzione, ma non abbastanza velocemente», ha ricordato ancora Al Jaber durante la pre-Cop. Finora oltre 20 compagnie petrolifere e del gas hanno risposto all’appello per porre fine alle emissioni di metano entro il 2030, ma in poche si sono esposte sulla“fine dell’era fossile”;inoltre l’Opec(Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio) continua a puntare proprio sulla crescita del greggio. Eppure,ricorda anche Al Jaber, «abbiamo bisogno di soluzioni solide per un taglio del 43% delle emissioni entro il 2030perché è esattamente quello che la scienza ci dice», ribadendo i 4 pilastri della sua Cop, ovveroaccelerare la transizione energetica, fissare il finanziamento per il clima, concentrarsi sulle persone,sulle vite e sui mezzi di sussistenza e sostenere il tutto con pienainclusione. Anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energeticaGilberto Pichetto Fratinha incontrato Al Jaber. «Nel confronto ho rinnovato il pieno e ambiziosoimpegno dell’Italiaa dare seguito operativo agli impegni presi a Sharm el-Sheikh. Il mondo ha bisogno di un nuovo slancio politico sui temi del clima e dell’energia nonostante gli eventi internazionali rischino di complicare il negoziato. Un altro tema che ho posto e a cui tengo molto: questa dovrà essere unaCopinclusiva. L’Italia sta investendo risorse significative, mobilitando competenze di alto livello, per sostenere i giovani nell’azione per il clima. Per questo spingiamo sulla partecipazione di una delegazione diYouth4Climate,la nostra grande rete di ragazzi protagonisti dell’azione climatica, al Summit dei Leader»,ha dichiarato il ministro.

Redazione

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