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AI: come cambierà lavorare in tv?

 

Mentre alcuni vorrebbero continuare in eterno la celebrazione dellatelevisione, c’è chi sostiene che il piccolo schermo si stia avviando verso la sua fine. Non a caso, gli scioperi avvenuti aHollywoodfanno parte diuna lotta esistenziale sullo sfondo di 2 cambiamenti epocali: il tanto discusso declino della tv di prestigio e lo sconvolgimento subito dei servizi di streaming, iniziato negli ultimi mesi quando le piattaforme hanno registrato un calo di redditività e di contenuti. L’esplosione dello streaming Nel corso dell’ultimo decennio, glistreamerhanno fatto irruzione nella platea televisiva; nel frattempo, i servizi di streaming hanno trascorso gli ultimi 10 anni cercando di persuadere i consumatori ad abbandonare latelevisionevia cavo trasmessa. Con la proliferazione di questa entusiasmanteboutique Tv, le trasmissioni televisive hanno infatti faticato a tenere il passo delle nuove proposte. Nel 2015 John Landgraf ha coniatoil terminePeak Tv,una nozione che sottolineaun esubero di programmi televisivi presenti sul mercato:l’anno scorso, come riportato dalWashington Post, se ne sono contati 599. In un’era dominata daigrandi network americanie dalle piattaforme distreaming(come Netflix, Hulu, Amazon Prime Video ecc.), gli utenti hanno subito a disposizione intere stagioni di serie televisive. Ma essere dipendenti dal piccolo schermo può farcidiventare assuefatti della visione di un programma, tanto da non poterne fare più a meno. Dopo aver inseguito per anni il ritmo delle trasmissioni via cavo,nel 2022 lostreamingha ottenuto per la prima volta una quota di spettatori più alta,nonostante Netflix abbia perso più abbonati di quanti ne avesse registrati l’anno passato. Il trend sta di nuovo per cambiare e un altro cruciale cambiamento sta per delineare lanuova identità del piccolo schermo. La prossima ondata televisiva Oggi il boom della televisione è esaurito e laPeak Tvè in fase di declino, come aveva fatto ancor prima la tv di prestigio. In ogni caso, la vittoria dello streaming è quasi completa, ma molti sembrano intenzionati a trasformare il servizio in un’esperienza meno piacevole per l’utente, replicando alcuni degli aspetti più “fastidiosi” della tv via cavo, come lapubblicità. C’è poi chi sta optando per una formula successiva,laPost-Tv. Nel mondo dell’industria televisiva, infatti, è in corso un dibattito cruciale: in futurola programmazione rimarrà una faccenda “umana”, con attori e scrittori, o diventerà “algoritmica” grazie all’intelligenza artificiale?Seppur si tratti di una formulazione estrema, alcuni stanno già piantando i primi semi: alcuni studi cinematografici hannogià testato scansioni del corpo per le comparse. Per ora l’obiettivo di Hollywood èridurre drasticamente i costie, molto probabilmente, sarà necessario valutare se fare affidamento sulle nuove tecnologie dell’AI e ChatGPT per sostituire gli scrittori, per esempio. La tv ambiziosa non è morta, anzi; ma, di questo passo, laPeak Tvpotrebbe passare il testimone aun’era televisiva in cui gli algoritmi sostituiranno la libertà dei creativi.

Redazione

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