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Ucraina: la Russia accusata di “aver usato la fame come arma”

 

La Russia ha usato la fame come arma di guerra in Ucraina. A dirlo è il gruppo di avvocati per i diritti umani che sta lavorando con il pubblico ministero ucraino per presentare un fascicolo alla Corte Penale Internazionale (Cpi) e accusare la Russia di aver deliberatamentecausato la fame in Ucraina dopo l’invasione del febbraio 2021. L’obiettivo,spiega ilGuardian, è elaborare undossierper fornire leprovee lanciare il primoprocedimento penalenel suo genere, che potrebbeincriminare il presidente russo, Vladimir Putin. L’intenzione è quella di effettuare un deposito ai sensi dell’articolo 15 delloStatuto di Roma, che consente a terzi di inviare informazioni su presunti crimini di guerra al procuratore dellaCpi.Spetterà quindi alla procura dell’Aja decidere se procedere. Bombardamenti attorno ai civili in attesa di fare la spesaal supermarket, intere città lasciate per giornisenza acqua, tonnellate di cibo distrutte: non come conseguenza della guerra, ma come una dellearmia disposizione dell’arsenale russo. Ecco cosa stanno cercando di provare gli avvocati dello studio legaleGlobal Rights Compliance. Yousuf Khan, avvocato senior, ha spiegato al quotidiano inglese che«l’uso delcibocome armaè avvenuto in 3 fasi», a partire dall’invasione iniziale, periodo nel quale le città ucraine sono state assediate e le forniture alimentari sono state tagliate. Nella prima fase,le scorte di alimenti per la città sono state tagliate e i corridoi degli aiuti umanitari sono stati bloccati o bombardati,rendendo molto difficile o impossibile la fuga dei civili disperati e affamati. Successivamente, le riserve d’acqua e gli “oggetti indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile” sono stati distrutti durante i combattimenti, ma non come risultato degli attacchi, bensì come strategia deliberata, spiega Khan: «se stai eliminando oggetti di cui i civili hanno bisogno, come le infrastrutture energetiche nel cuore dell’inverno, c’è unaprevedibilità nelle tue azioni». La terza fase è stata quella dei tentativi russi diimpedire o limitare le esportazionidi prodotti alimentari ucraini. «Poi abbiamo visto la Russia attaccare gliimpianti digranosul Danubio e impegnarsi a mostrare i muscoli sul Mar Nero», ha continuato Khan, citando rapporti di funzionari ucraini secondo cui270.000 tonnellate di derrate alimentari sono state distruttesolo tra lafine di luglio e l’inizio di agosto. Gli avvocati dovranno non solo identificare i colpevoli, ma decidere serichiedere l’incriminazione di Putinreplicando quanto fatto in marzo, quando la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente per aver supervisionato la “deportazione illegale” di bambini ucraini verso la Russia.«Putin potrebbe essere responsabile di aver commesso gli atti direttamente,insieme ad altri e/o tramite altri», ha spiegato Khan, e di non aver esercitato un adeguato controllo sui militari russi o su altri accusati di specifici atti criminali.

Redazione

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