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Perché nuotare in acque fredde può farti bene

 

Anche se per molti può sembrare un’impresa olimpionica, in realtà, nuotare in acque fredde presentauna vasta gamma di vantaggi. L’esposizione all’acqua fredda ha effetti eccitanti e stimolanti e sembra aumentare molte sostanze che sappiano essere coinvolte nella regolazione dell’umore. L’esposizione ad acque a bassa temperatura inoltre aumenta la frequenza cardiaca, pressione sanguigna e frequenza respiratoria, ma non solo:l’acqua fredda stimola il sistema parasimpatico, che aiuta l’organismo a riposare e ripararsi. Il professor MichealTipton, fisiologico ambientale presso l’Università di Portsmouth,ha analizzato come le persone reagiscono a un’immersione improvvisa, spiegando principalmente le due fasi benefiche dell’umore: la prima è la risposta iniziale da “shock da freddo”, mentre la seconda è l’adattamento, che avviene a lungo termine. Se all’inizio è normale sussultare in maniera involontaria, poi entra in modo il processo di iperventilazione: l’adrenalina scorre attraverso il corpo e il cuore inizia a battere forte – si crea una situazione di panico. Anche se risulta impercettibile, la pressione sanguigna aumenta e il glucosio e i grassi vengono rilasciati nel flusso sanguigno. L’esperto ha osservato chesono necessarie solo sei immersioni per dimezzare la risposta allo shock dell’acqua fredda; ciò vuol dire che il corpo impara in fretta ad adattarsi e questo potrebbe renderci anche meno reattivi allo stress quotidiano. Tipton crede che questa attitudine all’adattamento possa ancheridurre la risposta allo stress psicologico; sebbene lo stress fisico e psicologico possano influenzare il corpo in modi diversi, essi condividono anche elementi comuni. «Questi fattori di stress stimolano sempre il sistema nervoso simpatico, così come altri sistemi responsabili della tolleranza cellulare allo stress. Pensiamo che l’abitudine all’acqua fredda ripristini quei sistemi per affrontare meglio lo stress», ha spiegato il professore. Come riportano gli studi condotti daEurope PMC, i soggetti sani in acqua fredda mostrano un picco negli ormoni dello stress cortisolo e norepinefrina; inoltre, è stato dimostrato che l’esposizione ad acqua leggermente fredda provoca il rilascio di endorfine e dopamina, che sono neurotrasmettitori portatori di un senso di piacere. «Camminare in acqua fredda attiva i muscoli delle cosce e dei polpacci, rivitalizza la circolazione sanguigna e migliora così il ritorno venoso», spiega il medico chirurgo specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva Flavia Guatteo.

Redazione

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