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Chi utilizza l’AI per copiare le notizie che circolano sul web?

 

Il progettoNewsGuard, con il suo report mensilemisinformation monitor,ha scoperto chenell’agosto del 2023 circa 37 siti web hanno utilizzato l’intelligenza artificialeper copiare e riproporre gli articoli onlinedelle maggiori testate giornalistiche, comeCnn,New York TimeseReuters. Tutti gli articoli pubblicati sui 37 siti non sono altro che plagi di contenuti originariamente creati da giornalisti di testate autorevoli. Non viene fatta nessuna menzione agli autori né alle fonti e alcuni di questi siti sembrano essere completamente automatizzati.Operano senza alcuna supervisione da parte di esseri umani. L’obiettivo dei siti? Generare denaro in automatico e salire più in alto possibile nelle classifiche diGoogle. Non a caso vengono definiticontent farm, macchine che generano migliaia di contenuti di bassissima qualità, copiati e incollati dall’intelligenza artificialeal solo scopo di guadagnare con gli annunci pubblicitari. Le pubblicità contenute all’interno di questi siti fanno riferimento ad aziende molto conosciute e influenti: questo significa che importanti brand stanno contribuendo inconsapevolmente a finanziare la pratica dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per riprodurre, ingannando gli utenti, i contenuti dei giornali tradizionali online. In particolare, sono stati identificati daNewsGuardannunci di marchi importanti su almeno 15 dei 37 siti identificati. Che si tratti di un efficace aggregatore di notizie o di un meticoloso plagio elaborato nei minimi dettagli (saranno i tribunali a stabilirlo), questi siti sicuramente non propongono contenuti originali e, anzi,lucrano su giornaliste e giornalisti professionisti che diffondono informazione di qualità tutti i giorni. Intanto,NewsGuardha inviato alcune email per ottenere spiegazioni aGoogleeOpenAi— la società madre di ChatGPT — senza ottenere risposte. Un segnale allarmante di questa pratica è cheil copia-incolla non viene rilevato nemmeno dai software anti-plagio. NewsGuard, tramite il softwareGrammarly,ha fatto analizzare 43 articoli pubblicati sui 37 siti individuati. Lo strumento, che consulta miliardi di pagine web per funzionare e rilevare plagi,non è riuscito a individuare nel 79% dei casi il copia-incolla. E ha fatto fatica a identificare gli articoli plagiati. «La capacità dell’AI di generare contenuti originali è qualcosa che abbiamo visto solo più o meno nell’ultimo anno a questo livello di sofisticazione — ha dichiarato aNewsGuardAmir Tayrani, esperto in diritto costituzionale — Ci troviamo in un mondo in cui èsempre più difficile distinguere tra contenuti prodotti da umani e contenuti generati dall’AI, ed è sempre più complesso identificare questo tipo di potenziale plagio».

Redazione

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