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Installare pannelli fotovoltaici non basta. Dobbiamo anche gestirli

 

La transizione energetica verso un mondo sempre più basato sulle rinnovabilinon può funzionare se non si pensa a garantire la manutenzione e il controllo degli impianti e dei materiali. In questo, come racconta un viaggio delWashington Postnello stato di Jharkhand e non solo,l’Indiaè un esempio chiarissimo. Per promuovere politiche di decarbonizzazione e il passaggio rapido alle rinnovabili negli ultimi anni nel Paese sonostati installate migliaia di mini-retibasate sul fotovoltaico. In particolare, i piccoli impianti sono stati pensati per scuole, edifici, case e realtà di lontani villaggi rurali in mododa garantire a tutti energia elettrica. Una volta installati gli impianti però si è creato una sorta di cortocircuito nella gestione e, senza manutenzione e controlli,molte strutture oggi sono in stato di abbandono o non funzionano più. Sempre in India uno studio ha rilevato infattiche solo il 5% delle 3.300 mini-reti solari del governo indiano è al momento operativo. Pannelli, pompe elettriche dell’acqua, lampioni e reti e tutti i sistemi messi in atto per elettrificare anche le zone più povere e remote,hanno infatti bisogno di gestione.Altrimenti, scrive il giornale statunitense, “l’esperienza dell’India è un ammonimento per un mondo che sta correndo verso le energie rinnovabili, installando sistemi di energia solare a una velocità vertiginosa ma con scarsa pianificazione su come mantenerli negli anni a venire”. Addirittura in certi casi, come nello stato orientale del Bihar, sono stati aperti dei “villaggi solari” con diversi pannelli: inaugurato nel 2014,sette anni dopo era già in decadenza. Altre realtà avrebbero vissuto una fine simile e, dall’India all’Africa dove su un campione di 30 parchi solari solo tre sono funzionanti,è sempre più necessario ragionare sul mantenimento di queste strutture fondamentali per la decarbonizzazione ragionando sull’intero ciclo-vita. Tra le sfide per la manutenzione c’è poisia una assenza di personale e competenze necessarie, sia quella dei materiali,sia una criticità legata ai luoghi spesso difficili da raggiungere. Inoltre, come in India, spesso il governo fa affidamentosu appaltatori privati per l’installazione e la manutenzione,ma gli appaltatori in molte occasioni non trovano economicamente vantaggioso riparare i sistemi solari. Per questo motivo, dall’India all’Africa, chiunque sia impegnato nella transizione energetica fa un appello a governi e privati: agevolare un sistema che sia in grado di tener conto dell’intero ciclo di vita delle rinnovabili, dalla creazione all’installazione sino e soprattutto alla “durata” e la manutenzione dei prodotti. Altrimenti potrebbe rivelarsi un cortocircuito pericolosissimo in un Pianeta che ha tanto bisogno di alternative a gas, carbone e petrolio, ma che per essere tali devono poter garantire di “durare nel tempo”.

Redazione

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