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Obbligo di domicilio digitale: che cos’è?

 

In questi giorni avrete sentito parlare diobbligo di domicilio digitale per tutti i cittadini. Questa notizia si sta diffondendo a macchia d’olio e si parla anche di una data, quella del 6 luglio 2023. Andiamo in ordine, e cominciamo a spiegare cosa è una Pec e quale valore ha nei confronti della Pubblica amministrazione, ma anche nei confronti dei rapporti commerciali e no. La Posta elettronica certificata ha avuto una sua evoluzione a partire dal Decreto Legge 179/2012, convertito in Legge con la L. 221/2012; da questo momento sono cambiate le regole di invio e ricezione delle care e oramai vecchie Raccomandate con Ricevuta di Ritorno (Raccomandata A/R). La Pec da questo momento è diventata la sostituta della raccomandata, ed ha lo stesso valore legale di quest’ultima. Per le imprese, o meglio per tutte le partite Iva e per tutti i professionisti iscritti a un albo o in Camera di Commercio, questa è diventata prima fondamentale e poi obbligatoria a partire dal 2020 (Art. 37 DL 76/2020), momento in cui non avere pubblicata la propria Pec registrata all’Indice Nazionale degli Indirizzi Pec (Registro INI-Pec) è diventato sanzionabile. La funzione della Pec è quella dicertificare la data e l’ora, di spedizione e di consegna, senza dover aspettare la famosa ricevuta di ritorno, a questa funzione si aggiunge il sistema che le regola, che è impermeabile a modifiche del testo e degli allegati come anche non possono essere modificati mittenti e destinatari. Arriviamo a oggi dove si comincia a parlare di “è consigliato attivare una Pec anche per i privati cittadini” a partire dal 6 luglio 2023 nel frattempo che venga introdotto l’Inad, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali, operativo dal 6 giugno 2023. Da qui a qualche mese, è bene che i privati cittadini comincino a organizzarsi al fine di dotarsi di un indirizzo Pec, perché si parla anche di un tempo massimo fissato al 30 novembre per la creazione del proprio indirizzo digitale. La Pec per tutti i privati cittadiniservirà a ricevere gli atti notificati dalla Pa in forma cartacea oltre che digitale. A maggior riprova di quanto sopra detto si riporta l’emendamento del Governo per cui “al fine di garantire la piena inclusione dei soggetti in divario digitale, fino al 30 novembre 2023, il gestore della piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione invia al destinatario sprovvisto di domicilio digitale che non abbia già perfezionato la notifica tramite accesso alla piattaforma l’avviso di avvenuta ricezione in formato cartaceo”. Per cui, a meno di proroghe e variazioni in corso, consigliamo a tutti i nostri lettori di iniziare questo percorso, a mio avviso lungo e tortuoso, nella ricerca di una Pec per farsi raggiungere dagli Enti e dalla Pa.

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