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Ananas di sangue, la storia di aggressioni e morti in Kenya

 

Una storia agghiacciante quella che arriva dal cuore delKenya,di quelle che dovrebbero far riflettere i consumatori mentre acquistano prodotti provenienti da lontano. Secondo una indaginedelGuardiane delBureau of Investigative Journalism(Tbij)leguardie di sicurezza di una grande fattoria di ananas dellaDel Monte, una realtà di oltre quaranta chilometri quadrati fuori Nairobi, avrebbero ripetutamente aggredito e ucciso persone sospettate di sconfinare in quel territorio. Bisogna tenere presente che l’intera area, sorvegliata da 237 guardie giurate, è quelladove si raccolgono gli ananasche poi finiscono nei grandi supermercati europei e di altre zone del mondo. Le piantagioni sono talmente vaste da aver monopolizzato buona parte dell’area, costellata ora da piccoli villaggi, e in più occasioni sono capitate incursioni, spesso da parte di persone con difficoltà economiche,alla ricerca di frutta da rivendere sul mercato locale, o talvolta semplicemente per mangiare. Queste incursioni hanno portato a una escalation di risposte violente da parte delle guardie:negli ultimi quattro anni si sono susseguite le denunce di violenze nei confronti degli abitanti dei vicini villaggi, in certi casi anche brutali uccisioni da parte di sorveglianti armati di mazze di legno. La stessaDel Monteha affermato di aver preso le accuse“estremamente sul serio” e ha avviato un’indagine “piena e urgente”sui possibili abusi. Nel frattempo però, mentre alcuni supermercati hanno già sospeso gli ordini relativi agli ananas, emergono sempre più dettagli sulla brutalità delle guardie. The Guardiane Tbij hanno indagato su almenoquattro morti:chi per le ferite dovute dai colpi subiti, chi in prigione successivamente alle botte incassate, chi persino come il giovane 22enne Stephen Thuo Nyoike “è stato trovato morto sulla strada che costeggia la fattoria diDel Montecon il collo tagliato con un filo dopo essere andato a rubare ananas”. Alcune violenze risalgono anche a dieci anni fa e uno studio legale, per conto di134 abitanti del villaggio che vivono vicino alla fattoria, ha chiesto unrisarcimento per “gravi violazioni dei diritti umani”, sottolineando che talvolta veniva colpito anche semplicemente chi si avvicinava alla azienda. Alcune presunte vittime affermano di essere state attaccate indiscriminatamente dalle guardie mentre viaggiavano su strade pubbliche attraverso o vicino al territorio diDel Monte. Anche la polizia locale è sotto la lente di ingrandimento per i suoi comportamenti: spesso, davanti alle violenze, avrebbe chiuso gli occhi senza intervenire. Ora, mentre si piangono i morti, la speranza è che finalmente la questione possa finire in un’aula di tribunalealla ricerca della giustizia.

Redazione

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