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Usa: i figli condividono le opinioni politiche e religiose dei genitori

 

La maggior parte dei giovani americani ha lo stesso orientamento religioso e politico dei genitori. Il nuovo studio delPew Research Centerha dimostrato che i genitori hanno probabilità altissime di riuscire atrasmettere le proprie opinioniin questi ambiti ai figli adolescenti. L’analisi del report si è basata su un sondaggio online realizzato nel 2019 conpiù di 1.800 coppiecomposte da un adolescentetra i 13 e i 17 anni e un genitore.In molti casi è stata intervistata la madre o il padre biologico, ma altre volte si è trattato di un genitore adottivo, il patrigno o la matrigna, un genitore affidatario, un nonno o tutore legale. I risultati sono sorprendenti. Circa8 genitori repubblicani su 10o comunque con tendenze verso ilGrand Old Partyhannoadolescenti che si dichiarano repubblicani. E circa il90% dei genitori democraticio che si orientano verso il Partito Democratico hanno figli che si identificano nello stesso modo. Lo stesso livello di efficacia si riscontra nella trasmissione dellecredenze religiosein famiglia. La ricerca ha evidenziato che l’82% dei genitori protestantie l’81%dei genitoricattoliciha figli con lastessa fede religiosae l’86% dei genitori senza una religione particolare (cioè atei, agnostici o senza preferenze) ha figli che hanno scelto di non avere una religione. La ricerca non è stata abbastanza ampia da includere anche gruppi religiosi non cristiani (come gli ebrei e i musulmani), ma è riuscita a stimare ciò che avviene in alcune famiglie che appartengono a sottogruppi cristiani. A esempio, tra i genitori evangelici le percentuali di successo nel passaggio della fede alle generazioni più giovani sono le stesse (intorno all’80%). Il motivo per cui ilPew Research Centernon include altri gruppi oltre a quelli analizzati è che (come riportato sulsitodell’ente) protestanti, cattolici e coloro che non hanno una religione rappresentano, nel complesso, circa il 90% della popolazione americana e nessun altro gruppo religioso raggiunge il livello ritenuto minimo (il 2%) per avere una base numerica sufficiente che sia rappresentativa dei membri del gruppo di tutto il Paese. La tenuta della tradizione familiare religiosa non è, però, così fortenegli anni che seguono l’adolescenza. Molte personesi convertono a un’altra religioneoabbandonano la fede tra i 18 e i 29 anni.Da un altrosondaggiorealizzato dallo stesso istituto nel 2015, è emerso che la maggior parte delle persone cresciute da genitori con la stessa fede ha continuato a essere cattolica (per il 60%) o protestante (per il 79%) anche in età adulta. Lo stesso vale per le persone cresciute in un ambiente familiare non religioso, che tendono a rimanere senza una religione una voltata diventate adulte. Le variazioni più ampie si sono verificate tra gli adulti (1 su 5) che hanno avuto genitori con credenze religiose diverse. I risultati dell’ultimo studio vanno abbinati anche a quelli di una precedente ricerca (Parenting in America Today), pubblicata all’inizio del 2023 sempre dalPew,che aveva esaminato l‘importanza attribuita dai genitori americani alla trasmissione ai figli di certe opinioni,orientamenti e qualità. All’apice della piramide si trova il desiderio che i propri figli abbiano ivalori dell’onestà e dell’etica: per il 66% dei genitori questo è estremamente importante e per il 28% molto importante. Subito sotto, che i ragazzidiventino grandi lavoratori. Solo il35%dei padri e delle madri americane ritieneestremamente o molto importante che i figli condividano la stessa religione o lo stesso orientamento politico.Eppure, i numeri riguardanti l’effettiva trasmissione di questi valori riportati dal nuovo studio sono di gran lunga superiori al desiderio teorico manifestato dai genitori. Questo è sicuramente un dato considerevole su come le opinioni familiari in campo religioso e politico si tramandino in modo molto più efficace di quello che gli sforzi e le aspirazioni degli adulti lascerebbero supporre. Sul piano politico, nell’ala repubblicana del Paese si sta affermando il movimento dei cosiddettiParents’ rights, che ha l’obiettivo di dare ai genitori con opinioni conservatrici il potere di controllare, limitare e dettare l’istruzione e le materie di insegnamento di tutta la comunità di studenti. A marzo la Camera bassa del Congresso ha approvato ilParents Bill of Rights Act,con cui si vorrebbeobbligareafornire ai genitori la lista dei libri e dei materiali di lettura disponibili presso la biblioteca scolastica, oltre a rendere pubblici i curriculum. Diversi Stati controllati dal Partito Repubblicano hanno già adottato o proposto leggi simili. Alcunicommentatorihanno notato che non ci sono possibilità concrete che la proposta approvata dalla Camera passi nel Senato controllato dai Democratici, ma è un segnale evidente di come una certa corrente politica voglia dare ai genitori conservatori lapossibilità di influenzare, se non indottrinare, i propri figli.Non solo tra le mura di casa, ma anche nelle scuole.

Redazione

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