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Splash! Caffè, radiografie e carta uovo di Pasqua: dove si buttano?

 

L’insegnamento dellaraccolta differenziatanelle scuole dovrebbe essere una materia obbligatoria. “A cosa serve, il suo significato e i suoi simboli” potrebbe essere il titolo della prima lezione, a cui tutti gli studenti italiani dovrebbero assistere. Gli allievi dovrebbero impararecome dividere i rifiutinei contenitori e le regole per farlo in modo corretto, oltre al funzionamento diriciclo e smaltimento. D’altra parte, i Comuni potrebbero tenere corsi ad hoc, visto che le indicazioni variano in base alla località. In fondo siamo tutti studenti e apprendisti della vita, pieni di dubbi, confusi e sempre di fretta. Soprattutto quando si parla di differenziare.Dove si butta questo? E quello?Si tramandano leggende di persone sopraffatte dall’incertezza davanti ai cassonetti tra plastica, vetro, carta, umido e indifferenziata. E i rifiuti ingombranti? Ah, già. Scherzi a parte, qui si fa sul serio. Se ti è capitato di restare di fronte a un bidone insicuro ed esitante sul da farsi con un oggetto in mano, per qualche istante o per ore, sei nel posto giusto. Questa rubrica cerca didissipare la nebbia della raccolta differenziatache avvolge alcuni oggetti e materiali, per evitare errori e fare “Splash” nel contenitore giusto. Carta dell’uovo di Pasqua A partire dal ponte diPasquafino a oggi, passando per la Festa della Liberazione, molti di noi potrebbero aver vissuto unviaggioo unagita fuori portada ricordare. Infatti, stando all’analisi condotta dall’Osservatorio sul turismo di Confcommercioe realizzata daSWG, tra il 9 e il 25 aprileoltre 16 milioni di italiani hanno fattovacanzenel nostro Paese e all’estero, seppurecondizionate dai rincari. Un elemento che non può mancare in questo periodo è il classicouovo di cioccolato, nonostantel’aumento dei prezziregistrati dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: guardando lematerie prime, a esempio, il costo dellozuccheroè salito del 54,9%. Conosco comunquebambiniche per l’occasione ne ricevono anche tre o quattro fra genitori, nonni, zii… Visto che tendenzialmente sarebbe meglio mangiarli un po’ alla volta, capita che si arrivi a finirli in questi giorni. Chiamiamo carta quella che avvolgel’uovo di Pasqua- a me piace sia al latte sia fondente sia bianco, non discrimino niente e nessuno – ma stiamo attenti a non cadere nell’inganno: abitualmente il rivestimento colorato è inplastica(come la coppetta che fa da base) oalluminio(metalli) esi buttadi conseguenza. Inoltre i lacci, i cordoncini e i nastri che di solito chiudono la confezione finiscono invece nelsecco. Il cartoncino con gli ingredienti e il foglietto delle istruzioni per la sorpresa vanno nellacarta, quelli sì. Caffè Ilcaffèappartiene alla tradizione e alla cultura degli italiani. C’è chi non può iniziare la giornata senza questa miscela, chi ama sorseggiare unespressoa fine pasto, chi accompagna così altri momenti di pausa della giornata e chi lo beve al bar, secondo il rito nazionale, da solo o in compagnia. Si potrebbe aprire la querelle tramokaemacchinettema non è questa la sede opportuna. Intanto, secondo uno studio pubblicato il 23 marzo sulNew England Journal of Medicine, “gli effetti acuti sulla salute del consumo di caffè rimangono incerti”. L’analisi smentisce l’incidenza dellacaffeinasulle contrazioni atriali delcuore, nonostante l’impatto negativo su sonno e battiti prematuri ventricolari. Ad ogni modo – passando al suo smaltimento – ilfondo del caffè, insieme al filtro del tè, può essere usato come compost in casa, altrimenti va gettato nel bidone dell’umido. Affacciandosi al mondo dellecialde, se sono dicartafiniscono nell’organico, mentre se sonocapsulediplasticasi possono aprire, in modo da buttare il contenuto e l’involucro separatamente. Radiografie Merita un discorso a parte il destino di oggetti legati alla nostra salute come leradiografie: può essere capitato di farne una a tutti noi, ma anche ai nostri amici a quattro zampe, magari in occasione di infortuni o controlli medici. Lelastre a raggi xsono formate da materiali differenti tra cui plastica, cellulosa, carta e nitrato d’argento. Per questo motivo, trascorso il tempo debito – quando siamo proprio sicuri che non serviranno più -, dobbiamo buttarle nellaraccolta indifferenziata. In ogni caso è sempre bene verificare le indicazioni del proprioComunedi residenza, perché alcune amministrazioni locali potrebbero prediligere la consegna delleradiografiepresso glieco-centri.

Redazione

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