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Nucleare: cosa prevede la mozione approvata alla Camera

 

“Valutare l’opportunità diinserire nel mix energetico nazionale anche ilnuclearequalefonte alternativa e pulita per la produzione di energia”. Si tratta di uno degli impegni contenuti in una mozione presentata dai partiti di centrodestra e approvata dall’aula della Camera martedì 9 maggio. Il testo – sostenuto anche da Azione-Italia viva – tra le altre cose impegna il Governo a “partecipare attivamente”, in sede europea e internazionale, a “ogni opportuna iniziativa, sia di carattere scientifico che promossa da organismi di natura politica, volta aincentivare lo sviluppo delle nuove tecnologie nucleari destinate alla produzione di energia per scopi civili”. Un’altra richiesta avanzata dai deputati e indirizzata all’Esecutivo riguarda le “iniziative per istituire idonei percorsi di ricerca e sviluppo al fine di recuperare il ruolo dell’Italia” nel campo dell’energia atomica. L’atto parlamentare punta poi “asostenere la ricerca sulla fusione a confinamento magnetico”, anche tenendo conto della “valutazione dell’Unione europea sulla tassonomia del nucleare” e a “porre in essere ogni utile iniziativa di sperimentazione, anche in sinergia con altri Paesi europei, nel rispetto dei migliori standard raggiunti in ambito internazionale”. La mozione chiede all’Esecutivo di valutare “in quali territori al di fuori dell’Italia la produzione di energia nucleare possa soddisfare il fabbisogno nazionale di energia decarbonizzata” e di considerare l’opportunità di “promuovere e favorire lo sviluppo di accordi e partnership internazionali tra le società nazionali e/o partecipate pubbliche e le società che gestiscono la produzione nucleare”. L’atto parlamentare riprende alcuni dei punti contenuti in una risoluzione sul cosiddettonucleare di quarta generazioneche era stata depositata nella commissione Ambiente di Montecitorio dal deputato della Lega Gianpiero Zinzi. È il caso a esempio dell’impegno richiesto al Governo per “favorire una campagna di informazione oggettiva, basata su rigore scientifico, al fine di evitare opposizioni preconcette, con la consapevolezza che il problema dell’accettazione sociale rappresenti una tappa essenziale per la realizzazione di qualsiasi impianto energetico”. Il testo dei partiti di centrodestra punta a una serie di iniziative normative per “apportare le modifiche necessarie a rendere la governance e l’organizzazione dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione(Isin) coerente con la sua natura giuridica di autorità indipendente”. L’obiettivo è quello di potenziare le “funzioni di regolamentazione, di vigilanza e controllo, e l’operatività tecnica con adeguate risorse economiche e di personale, al fine di dare piena e completa attuazione alle direttive Euratom”. L’approvazione della mozione da parte dell’aula della Camera ha una valenza politica che non va sottovalutata, visto che lo scorso 15 marzo, proprio a Montecitorio, la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni spiegava che sul nucleare «non intendiamo intraprendere» alcuna azione «in assenza di un eventuale, chiaro atto di indirizzo del Parlamento». Sull’«eventuale autorizzazione di centrali nucleari, l’atteggiamento del Governo rimane pragmatico», ispirato al «principio di neutralità tecnologica», sosteneva Meloni nel corso di un question time nell’aula della Camera. Per il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto e la viceministra Vannia Gava con il via libera alla mozione “l’intero Parlamento” ha mantenuto “l’impegno di confrontarsi sul tema del nucleare e di aver dato un preciso indirizzo al Governo. La ricerca e la sperimentazione in questi ultimi decenni hanno fatto passi enormi”. “Il nucleare di quarta generazione, secondo gli scienziati,è sicuro quanto pulito. Ci confronteremo ora con i partner europei e valuteremo, con la massima attenzione, come inserirlo nel mix energetico nazionale dei prossimi decenni con l’obiettivo di raggiungere, anche con l’aiuto del nucleare, gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall’Unione europea, sino a quello finale dellaneutralità climatica del 2050”, hanno spiegato in una nota Pichetto e Gava.

Redazione

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