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Fao, agricoltura: le lavoratrici guadagnano il 18% in meno

 

Lo sappiamo: c’è ancoratanta strada da fare per colmare il divario di generein tutto il mondo. Ma ciò che non sappiamo, o a cui forse non viene data la giusta importanza, sono ledisuguaglianzestrutturali e le discriminazioni chele lavoratrici nelsettore agroalimentare(il36%delle donne in tutto il mondo) affrontano ogni giorno, messe in evidenza dal rapportoStatus of Women in Agrifood SystemdellaFao. Nonostante il ruolo assunto dalle donne come agricoltrici, commercianti e imprenditrici sia fondamentale nel settore agroalimentare, a oggi esse sono più vulnerabili ai periodi di crisi, con meno protezioni sociali e contratti più precari (e irregolari) rispetto ai colleghi maschi. Durante lapandemiale donne che lavoravano nel settore della lavorazione dei cibi hanno perso i loro posti di lavoro a un tasso molto più alto rispetto agli uomini (22%contro il2%dei maschi). Le lavoratrici agricole si trovano spesso a dover maneggiaretecnologie progettate per gli uomini,ad avere una proprietà terriera meno sicura, minor accesso al credito e alla formazione. In aggiunta, le disparità di genere nel tempo dedicato ailavoridomesticiedi cura non retribuiti(in media, 4 ore al giorno contro le 2 degli uomini) contribuiscono alledisuguaglianzenella partecipazione al mercato del lavoro. Non manca un evidentedivariosalarialelegato alla segregazione di genere, con le donne che tendono a concentrarsi neisettori a bassa retribuzione.In media, le lavoratrici nel settore agricologuadagnano il 18% in menodei propri colleghi. In particolare il report ha evidenziato che l’eliminazione del gap salariale tra uomini e donne nell’agricoltura potrebbe portare a unaumento del prodotto interno lordomondiale di 1.000 miliardi di dollari,riducendo l’insicurezza alimentare globale del 2%. È importante affrontare le norme sociali discriminatorie contro le donne, che sono la causa principale della disuguaglianza di genere, insieme all’età, l’etnia e lo stato socio-economico. L’emancipazione delle lavoratrici e l’aumento dell’uguaglianza di genere migliorerebbe il benessere delle donne e delle loro famiglie, e contribuirebbe alla crescita economica, a maggiori redditi e a un aumento della produttività. Da dove iniziare?Per garantire pari opportunità dipartecipazione attiva allavoro,è fondamentaleaumentare l’accesso delle donne alle risorse, come la terra, i fattori di produzione, i servizi, il credito, la formazione e la tecnologia digitale. InCongo, per esempio, sono stati costruitiasili per i figli delle donne che lavorano nei campiche, a detta delle stesse, hanno aumentato la serenità e la produttività del loro operato, sapendo di aver lasciato i propri bambini in un luogo sicuro. Solo dando il giusto risalto al ruolo cruciale che le donne svolgono in agricoltura sarà possibile colmare ilgender gape creare un mondo libero dalla fame e dalla povertà. Le donne hanno dato tanto ai sistemi agroalimentari: è bene che anche questi ultimi, trainati da urgenti politiche pubbliche, comincino a lavorare e investire per le donne.

Redazione

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