«Siamo impegnati a porre fine all’inquinamento da plastica, con l’ambizione diridurre a zero l’ulteriore inquinamento da plastica entro il 2040». Adannunciarloi ministri dell’Ambiente, del Clima e dell’Energia a margine delverticedel G7che si è tenuto nella città di Sapporo, nell’isola nipponica di Hokkaidō a nord del Giappone, dal 15 al 16 aprile. L’obiettivo dichiarato è quello di «promuovere il consumo e la produzione sostenibili di materie plastiche, aumentandone la circolarità nell’economia e una gestione dei rifiuti rispettosa dell’ambiente». Per riuscirci, i ministriaffermanoin una nota congiunta la necessità di «affrontare la plastica monouso, la plastica non riciclabile e la plastica con additivi nocivi attraverso misure come lagraduale eliminazione quando possibilee la riduzione della loro produzione e consumo». Propongono inoltre di «applicare strumenti perinternalizzare i costi attribuibili all’inquinamento da plasticae affrontare le fonti, i percorsi e gli impatti delle microplastiche». Il documento risultato dai colloqui ribadisce la necessità diabbandonare i combustibili fossili, ma senza fissare una data di scadenza precisa. Se da un lato si riafferma l’impegno di accelerare la transizione energetica in modo da raggiungere lozero netto entro il 2050, con il picco delle emissioni fissato «il prima possibile entro il 2025», e mantenere così l’aumento delle temperature entro la soglia stabilita di 1,5 °C, dall’altro ci si impegna a raggiugere un sistema energetico«completamente o prevalentemente» decarbonizzato entro il 2035. A rappresentare l’Italia è stato GilbertoPichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, insieme alla viceministra VanniaGava. «Letre crisi globali rappresentate da cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento, vanno affrontate contemporaneamente e in modo efficace», ha affermato Fratin nel suointerventoalla sessione plenaria che ha introdotto il vertice. Intervenendo in mattinata all’evento Corporate Sustainability Hub organizzato dalSole 24 Orein collaborazione con Core, Fratin ha ribadito che l’Italia «puntaa oltre 70 GW di capacità rinnovabile da installare entro il 2030», comeprevistodal pacchetto Fit for 55. E mentre ricorda il prossimo G7 sull’ambiente che nel 2024 sarà organizzato dall’Italia, il ministro incassa con favore l’aperturadel vertice verso ibiocarburanti, che oggi appaiono come il Graal della filiera nazionale dell’automotive. Fratin non ha dubbi: «I biocarburanti potranno sostituire benzina e diesele mantenere viva l’industria dell’automobile italiana». L’Europa, invece, qualche dubbio ancora ce l’ha.
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