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#ClimateOfChange raccoglie oltre 100.000 firme per chiedere giustizia climatica

 

111.000 firme per lanciare un messaggio:all’Europa servono misure più ambiziose per ottenere giustizia climatica e sociale. Lo sostengono oltre100 giovanissimi “ambasciatori”impegnati nella lotta contro il climate change che a Bruxelles hanno consegnato a Clara de La Torre, direttrice diAzione per il climadell’Unione europea, un gigantesco cartello che simboleggia le migliaia difirme della petizione#ClimateOfChange. La petizione, nata per raccontare cambiamenti climatici, migrazioni e ingiustizie sociali, soltanto in Italia ha visto la partecipazione di oltre40.000 persone. La consegna delle firme è avvenuta in Belgio durante la conferenzaChange Talks – dialoghi della società civile sulla giustizia sociale e climaticaorganizzata daWeWorld, associazione impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in oltre ventisette Paesi. Per La Torre «fatti e cifre sono alla base del nostro intervento sul clima ma non basta. Abbiamo bisogno di politiche che tengano conto degli aspetti sociali, economici e umani. È un’azione urgente, difficile e costosa ma è ancora possibile. L’Unione europea sta lavorando in prima linea per la crisi climatica ma chi emette inquinamento deve assumersi la propria responsabilità». Durante il convegno di Bruxelles centinaia di giovani hanno avuto modo di confrontarsi su temi come diritti,disuguaglianze dettate dalla crisi climatica, ma anche sul preoccupante fenomeno deirifugiati climaticio di come il surriscaldamento globale – dalla siccità alle inondazioni – sta sconvolgendo le vite e le società di sempre più Paesi. Ma si è parlato anche, durante la conferenza, della “proposta di legge europea cheobbligherebbe le aziende a rispettare i diritti umani e l’ambientelungo le catene di approvvigionamento globali. Una legge che avrebbe l’obiettivo di imporre a tutte le aziende – dai giganti dei combustibili fossili e dell’agro-business, a quelli della moda e dell’hi-tech – di dotarsi di politiche e comportamenti efficaci nel garantire che i diritti umani e gli ecosistemi non siano violati né dalle operazioni da loro direttamente intraprese, né all’interno delle lunghe catene di fornitura di cui si avvalgono a livello globale”, fanno sapere daWeWorld. Temi ribaditi anche nella petizione stessa di#ClimateOfChange, campagna europea guidata daWeWorlde cofinanziata dalla Commissione europea nell’ambito delProgramma DEAR(Development Education and Awareness Raising Programme)rivolta soprattutto ai giovani. Tra le richieste della petizione, c’è quella come chiedono anche gli scienziati dell’Ipcc, di“mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C raggiungendo la neutralità climatica dell’Ue entro il 2040, accelerando il processo di transizione verso l’uso di energie pulite e rinnovabili e bloccando il finanziamento ai combustibili fossili”. Ma anche di “passare a un’economia del benesseresocialmente ed ecologicamente giusta, che abbracci altri indicatori oltre il Pil, anteponendo gli interessi della società e della natura a quelli delle imprese” così come “proteggere i migranti climatici con politiche basate sui diritti umani e fornire alle comunità più vulnerabili supporto tecnico e finanziario” e “permettere la partecipazione dei giovani per integrare una visione dal basso nel processo decisionale politico, creando Consigli di Giovani nell’Ue e negli Stati membri”. “In questo mondo così interconnesso – chiosano i giovani – abbiamo il potere di essere parte del cambiamento”.

Redazione

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