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Quando la terra si ricava dal mare

 

Dall’inizio del millennio, il genere umano haaggiunto alle coste2.500 chilometri quadrati di suolo artificiale, un’area corrispondente nel complesso alledimensioni del Lussemburgo. Lo rivelano i ricercatori dellaUniversità di Southampton,nel Regno Unito, che hanno utilizzato leimmagini satellitari raccolte dal 2000 al 2020per analizzare icambiamenti morfologici di 135 grandi cittàcon una popolazione superiore a 1 milione di abitanti. I risultati,pubblicatisulla rivistaEarth’s Futuredell’associazioneAgu(Advancing Earth and space science), indicano che “il 78% (106 su 135) di queste grandi città costiere ha fatto ricorso alla bonificacome fonte di nuovo suolo, contribuendo con un totale di 253.000 ettari di terra in più alla superficie terrestre nel XXI secolo”. La bonifica, si apprende dallo studio, è stata particolarmente significativa inAsia orientale,Medio Orientee nel Sud-Est asiatico, seguite dall’Europa occidentale e dall’Africa occidentale. In testaCina, Emirati Arabi Uniti e Indonesia, che insieme rappresentano circa il90% dell’area costiera totale bonificatain tutte le 106 città. La sola Shanghai ha aggiunto circa 350 kmq. I ricercatori individuano in questo processo “un altro importante motore alla base dei recenti progetti di bonifica per creare spazi turistici e verdi” all’interno della corsa per ottenere una maggiore “reputazione globale”. “Lacrescita della popolazione non è l’unico motoredella bonificadel territorio costiero – affermano gli autori dello studio, aggiungendo che – Prevediamo che la bonifica continuerà a essere popolare in luoghi che non solo sperimentano una crescita urbana, ma sono anche desiderosi dirinnovare il proprio marchioper reputazione ed entrate”. Tuttavia, gli studiosi evidenziano che “il 70 % della recente bonifica si è verificata in aree identificate come potenzialmente esposteall’innalzamento estremo del livello delmareentro il 2100, e ciò rappresenta una sfida significativa per lo sviluppo sostenibile della costa”. «Gli impatti ecologici della bonifica sono immensi. La bonifica è un imponente progetto di ingegneria civile che altera radicalmente le caratteristiche dello spazio a cui si rivolge», ha dichiarato Dhritiraj Sengupta, geografo fisico che ha guidato la ricerca. Particolarmente colpite sono le zone umide costiere. «NelMar Giallo, a esempio,più della metà dellepiane di mareaè andata persaprincipalmente a causa della bonifica», ha aggiunto. La bonifica, inoltre, ha unimpatto anche sugliecosistemi distantiin cui vengono estratti materiali di riempimento come sabbia e ghiaia. «Data la carenza globale di sabbia – ha concluso Sengupta – le società di costruzioni stanno estraendo sabbia e argilla dal fondo del mare, il che distrugge gli ecosistemibentonici».

Redazione

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