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Naomi Campbell riceve il premio “La moda veste la pace”

 

Dieci anni faNaomi Campbelldenunciò durante un’intervista ilrazzismo sistemico presente nel mondo della moda. Quella fu solo una delle tante volte in cui la top model si espose sull’argomento che ha sempre dimostrato di conoscere molto bene, essendo stataspesso vittima di episodi di discriminazione, all’inizio della carriera ma non solo. Tra i più eclatanti quello del 2019, quandosarebbe stata bloccata all’ingresso di un hotel parigino a causa del colore della sua pelle. Nel 2020 tornò poi sul tema in apertura dellafashion weekparigina, con un discorso nel quale oltre a ribadire quanto affermato in precedenza, aggiunse che fosse «giunto il momento di costruire un settore più giusto». Insomma,l’impegno di Naomi Campbellnel combattere il razzismo e promuovere l’inclusione dentro e fuori il fashion system non è nuovo e per questo non stupisce che ieri, in occasione dellaGiornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, sia statainsignita del premioLa moda veste la pace, ideato dal fondatore diAfrican Fashion Gate Aps, Nicola Paparusso, e patrocinato dallaCamera della modae dall’Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri. A Naomi Campbell è stato riconosciuto l’impegno alla causa, in particolare come fondatrice diFashion For Relief,organizzazione no profit attiva in campagne di sensibilizzazione e azioni concrete volte a contrastare il razzismo nellamoda. Un’attività che le è valsa la conquista di unastatuettadal significato ben preciso. Disegnata dal designer Axel P e realizzata in Italia con materiali ecosostenibili da Davide Simone,raffigura una modella africana alata con un ramo di ulivo, simbolo dellavittoria sul pregiudizio e sulle discriminazioni. A consegnargliela, la figlia di Nelson Mandela, Makaziwe Mandela, alla quale la modella è molto legata, così come lo era al padre, con il quale in passato ha condotto diverse battaglie. Questa vicinanza alla famiglia Mandela rende ancora più speciale il riconoscimento, visto chela Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale è collegata alla figura del leader sudafricanoe alla terribile condizione vissuta per lungo tempo dalle popolazioni di etnia non bianca nel Paese. La data del 21 marzo è stata infatti scelta per ricordare quanto successo lo stesso giorno del 1960 proprio in Sudafrica, quando era ancora in corso l’apartheid, la politica di segregazione razziale istituita nel 1948 dal governo e rimasta in vigore fino al 1991. Durante una manifestazione a Sharpeville, organizzata dalla popolazione bipoc per protestare contro una nuova legge che imponeva ai propri membri di esibire uno speciale permesso se fossero stati fermati dalle forze dell’ordine in aree riservate ai bianchi,la polizia aprì il fuoco uccidendo sessantanove persone e ferendone 180. Nelson Mandela alla manifestazione non partecipò perché alcuni anni prima era stato incarcerato per tradimento a causa del suo attivismo politico all’interno dell’African National Congresse di altri gruppi di contrasto all’apartheid, ma dopo quello che ancora oggi è ricordato come ilmassacro di Sharpevilleappoggiò la lotta armata. Quell’episodio divenne presto il simbolo dell’orrore del razzismo e per questo, dopo aver redatto nel 1965 la Convenzione Internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale,l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966 ha stabilito ufficialmente che la giornata internazionale dovesse essere il 21 marzo, esortando ogni Stato a fare la propria parte per contrastare un fenomeno che ancora oggi, a oltre 50 anni di distanza, è tutt’altro che sopito. Giunto alla sua decima edizione, il premioLa Moda veste la pacequest’anno è stato dedicato aVivienne Westwood, la stilista inglese scomparsa il 29 dicembre 2022. Oltre a Naomi Campbell sono stati premiati anche altre personalità, ognuna impegnata in iniziative di inclusione e contrasto alle discriminazioni: Renzo Rosso, fondatore e presidente delGruppo Otb, Arianna Alessi, vicepresidente diOtb Foundation; Jean-Christophe Babin, Amministratore delegato delGruppo Bulgari; Luisa Panconesi, presidente del comitato eventoLuisaViaRoma x Unicef; Piero Piazzi, presidente diWomen Managemente Massimo Leonardelli, Amministratore delegato diLeonardelli PR.

Redazione

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