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Ghali & Co: i vip che aiutano le Ong

 

Il sogno diGhaliè diventato finalmente realtà. La scorsa estate iltrappermilanese di origini tunisine haacquistato una rescue boatper la OngMediterranea, chiamataBayna, come una canzone contenuta nel suo ultimo album. Al tempo aveva parlato della volontà di dare il proprio contributo a una causa che sentiva vicina e ora, a distanza di qualche mese e a seguito dei dovuti tempi tecnici, quel desiderio ha preso finalmente forma. La scialuppa di salvataggioil cui nome significavederci chiaroè infattifinalmente operativa:lo scorso fine settimana Ghali è salito a bordo per battezzarla, come tradizione nautica vuole, e per augurarle lunga vita. La stessa alla quale aspiranocoloro che lasciano la terra d’origine, affidando la propria esistenza al mare e sperando di trovare, una volta giunti a riva, l’occasione per un nuovo inizio. “Fossi nato in Tunisia, lo ammetto, avrei fatto di tutto per fuggire da lì. Spesso ci dimentichiamo le ragioni per il quale si decide di lasciare il proprio Paese, di migrare verso un futuro migliore e le cause che ci portano a questo – ha scritto il cantante in un postInstagram- Oggi sono felice perché l’imbarcazione del progettoBaynaè finalmente operativa, ho fatto esercitazione di salvataggio con i ragazzi e ho avuto modo di conoscerli per la prima volta. Mi sono sentito in famiglia e la mia intenzione è quella di fare ancora di più nei prossimi tempi. Lo faccio anche perché sono certo che queste persone, in un mondo parallelo, avrebbero fatto di tutto per salvarmi e so che in questo mondo, lo fanno tutti i giorni con chi è meno fortunato di me senza discutere”. Dopo il naufragio diCutro,nel qualehanno perso la vita circa 80 persone(tra cui molti minori), il tema deimigrantiè tornato centrale neldibattito politicoitaliano, con le opposizioni che accusano la maggioranza di non aver fatto abbastanza per salvare le persone, mentre il Governo respinge al mittente quelle che chiama illazioni, ribadendo la propria linea sul tema migranti. Anche oggi Giorgia Meloni, durante la replica alla Camera dopo il dibattito sulle comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, ha parlato di «Calunnia contro lo Stato dire che lasciamo morire bimbi in mare» ma, nonostante ciò,le voci contrastanti non mancano, dentro e fuori al Palazzo. Ci sono diversivolti noti dello spettacolo che, come Ghali,stanno pensando di scendere in campo concretamente. L’ultimo in ordine di tempo a ventilare questa ipotesi è statoFedez, che durante l’ultima puntata del suo podcastMucchio selvaggioha ospitato Cecilia Strada, figlia di Gino, ex vicepresidente diEmergencye operatrice umanitaria e responsabile della comunicazione della onlusResQ – People Saving People. Tra una domanda e l’altra riguardo come funzioni la vita su un’imbarcazione di soccorso,Fedezha infattipromesso di salire a bordo e si è detto interessato a capire quanto costi una nave per poi chissà, forse acquistarla. Che si tratti di un’esternazione momentanea o che dietro a quella frase ci sia l’intento di allargare il ventaglio delle azioni benefiche deiFerragnezalla causa migranti è presto per saperlo, ma sicuramente se Fedez deciderà davvero di procedere si troverà in buona compagnia. Oltre al collega e amico Ghali, infatti, ha recentemente accostato il proprio nome a quello di una Ong ancheRoger Watersche, come svelato dalla stessa Cecilia Strada durante la puntata diMuschio Selvaggio,ha donato aResq50.000 dollari. Noto anche l’impegno diRichard Gere, a bordo della nave diOpenArmsalla quale, nel 2019,venneproibitol’attracco a Lampedusa, un episodio che sta costando il processo per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Dopo la pandemia e la guerra in Ucraina, eventi che hanno monopolizzato l’opinione pubblica negli ultimi anni,si torna dunque a parlare di migranti e salvataggi in mare. Lo fanno la politica, lo showbiz e le persone comuni sedute al bar, ognuno con una propria idea, anche se forse prima di stilare sentenze bisognerebbe tenere in mente uno dei motti alla base della filosofia diMediterranea: «Prima si salva e poi si discute, sempre».

Redazione

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