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Qatar: cara Fifa ti scrivo

 

”Justice 4 workers”: la maglia azzurra consegnata ai funzionari dellaFIFAdi Zurigo chiede “Giustizia per i lavoratori”, quelli impiegati periMondiali di calcioche si sono svolti nel 2022 in Qatar. Ai funzionari dellaFederazione Internazionale delle Confederazioni Calcistichecon sede a Zurigo, in Svizzera, i gruppi per i diritti umaniAmnestyeAvaazhanno consegnato anche una lettera che chiede di risarcire i migranti che hanno subito le drammatiche violazioni dei diritti umani mentre lavoravano per laWorld Cup. Secondoun’inchiestadel 2021 delGuardian,sarebberoalmeno 6.500 i migranti mortidurante la preparazione ai Mondiali, assegnati al Qatar dall’organo di governo del calcio mondiale – laFIFA, appunto – nel 2010. Nel Paese, che conta circa 3 milioni di abitanti, circa il 95% della forza lavoro è composta da migranti, perlopiù uomini, provenienti dalle Filippine e da Paesi dell’Asia meridionale tra cui India, Pakistan, Nepal e Bangladesh. La lettera, indirizzata al presidente dellaFifaGianni Infantino, esorta a “smettere di guardare dall’altra parte” in vista della conferenza annuale dellaFifache si terrà il 16 marzo in Ruanda, “dove subirà pressioni da alcuni dei suoi stessi membri per porre rimedio a questi spaventosi abusi”,spiegaAmnesty. Insieme aAvaaz, l’organizzazione non governativa internazionale istituita nel 2007 a New York,ha raccolto lefirme in 190 Paesi. La direttrice legale diAvaaznegli Stati Uniti,Bieta Andemariam, ha dichiarato che «l’opinione pubblica globale ha riconosciuto la grave ingiustizia perpetrata contro questi lavoratori e si è unita per chiedere allaFifadi prelevare una frazione dei miliardi di dollari ricavati dal sudore, dal sangue e dalle vite di centinaia di migliaia di queste vittime e semplicemente di dare loro e le loro famiglie ciò che è loro dovuto». A dicembre 2022Gianni Infantino, ha annunciato chel’organizzazione ha guadagnato più di 7 miliardi di dollari grazie ai Mondiali in Qatar. Secondo Steve Cockburn, capo della giustizia economica e sociale diAmnesty International, «i lavoratori hanno subito orribili abusi per aiutare a realizzare un torneo di Coppa del Mondo che ha fruttato miliardi di dollari allaFifa, ma ha comportato un costo umano di famiglie indebitate e morti di lavoratori. Sebbene nulla possa sostituire la perdita di una persona cara, non c’è dubbio che laFifaabbia le risorse per aiutare a riparare queste ingiustizie e fornire un sostegno che cambia la vita ai lavoratori e alle loro famiglie». L’anno scorso, dopo che un gruppo di organizzazioni l’aveva sollecitata ad aprire un fondo di risarcimenti, laFifaha dichiarato chesi stava impegnando a individuare le modalità con cui risarcire i lavoratori migranti morti, feriti o privati dei salarie a sostenere l’istituzione di organismi indipendenti dei lavoratori migranti. A novembre ha annunciato che il suoLegacy Fundsi sarebbe concentrato su progetti educativi e avrebbe sostenuto la creazione di un centro di eccellenza del lavoro. Ma da allora, in merito ai lavoratori morti in Qatar, la Federazione non ha fatto niente di concreto. La lettera, spiega ilGuardian, arriva pochi giorni prima della discussione di una proposta dellaFedercalcio norvegese, che chiede allaFifadi “valutare se ha adempiuto alle proprie responsabilità per rimediare ai Mondiali del 2022, compresa un’indagine su morti e infortuni legati ai Mondiali”. Si smuoverà qualcosa a quattro mesi dalla fine dellaWorld Cuppiù discussa di tutti i tempi?

Redazione

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