Categories: Diritti

Abbiamo davvero “il diritto di scegliere”?

 

Dorota, Francesca, Kinsley, Marta, Mia, Simonetta, Stefania, Teresa.Il diritto di scegliere(La Corte, 20,00 euro, 240 pagine)comincia da queste donne. Prende forma dalle loro storie, dalle sensazioni che hanno provato, dai ricordi che hanno tentato di allontanare, dalle decisioni che hanno preso in passato e dal futuro che hanno costruito. La giornalista torineseSimona De Cieroparte da qui per scrivere nero su bianco “Storie e riflessioni oltre la retorica”, come recita il sottotitolo del suo libro su un tema ancora divisivo e controverso, non solo in Italia:l’aborto. Nel 2022 l’autrice si ritrova “conl’urgenza – emotiva, giornalistica e narrativa- di scrivere il più in fretta possibileun libro che parli di aborto nel mondo: un diritto fondamentale della donna, che invece di evolversi sta scricchiolando anche nei Paesi più democratici”, scrive De Ciero. L’anno scorso, il diritto delle donne statunitensi di interrompere una gravidanza si è scontrato con la Corte Suprema: la sentenza che fino al 24 giugno aveva tutelato l’aborto a livello federale, la celebreRoe v. Wadedel 1973,è stata spazzata via da una maggioranza conservatriceche ha dato questa responsabilità ai singoli stati Usa. Da allora13 Stati hanno abolito l’aborto, altri l’hanno fortemente limitato, altri ancora l’hanno strenuamente difeso. La storia di Kinsley, originaria del South Dakota, dovenon sono ammesse eccezioni per stupro o incesto, ma solo per salvare la vita della donna, è la prima: l’autrice raccontale difficoltà di una giovane americana di 26 anniche, da un giorno all’altro, si vede rimandare a data da destinarsi l’appuntamento fissato in una clinica abortiva: dalla sua esperienza personale, De Ciero raccontal’evoluzione della questionein un Paese in cui convivono schieramenti totalmente opposti, e non solo su questo tema. Madall’altra parte dell’Oceano le cose non vanno poi così meglio. Il capitolo 2 parla della situazione italiana a partire dalle storie intrecciate di Francesca e Stefania, due amiche unite dallo stesso feroce dubbio: che fare con una gravidanza indesiderata o inaspettata? Èlalegge 194che regola le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia dal 1978, ma non per questo rende l’aborto facilmente accessibile alle donne: nel nostro Paese i ginecologiobiettori di coscienza, che dunque non praticano l’Ivg,sono circa il 70%. E il dato è stabile: nel 2010 e 2011 erano il 69.3% nel 2010, nel 2012 il 69.6% e nel 2013 il 70%. Il libro, però, non parla solo di donne: c’è anchela storia di don Giulio Mignani, colpevole di aver “violato il diritto di fare esternazioni pubbliche contrarie al Magistero della Chiesa Cattolica” per le sue dichiarazioni a favore dell’aborto. E non parla solo di donne con relazioni o vite stabili, che hanno vissuto l’aborto come un sollievo, una liberazione.C’è chi è protagonista di storie di dolore, violenze, stupro, vergogna, chi è costretta ad allontanarsi dalla quotidianità per l’urgenza di sottoporsi a un intervento al più presto, affrontando le difficoltà economiche che porta con sé un aborto clandestino eseguito fuori dal proprio Paese, dove è illegale. “Il diritto di scegliere”, primo volume della collana di attualitàSegni, diretta dal giornalista e scrittore Stefano Tura,è anche un libro didattico: l’appendice è una raccolta utilissima di termini e di risposte alle “domande più frequenti” legate alle varie tipologie diinterruzione volontaria di gravidanza e allacontraccezione, e riporta per estesola legge del 22 maggio 1978 n°194. Lì a ricordarci chel’aborto è un diritto- checché ne dica la ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità -. E che le donnedevono sentirsi libere di scegliere, qualunque sia la loro decisione.

Redazione

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