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Comunità energetiche, l’esempio solidale di Roma

 

Non solo sostenibile, ma anche solidale. A Roma sta prendendo vita una dellecomunità energetichepiù numerose d’Italia. Nella zona sud della Capitale c’è un gruppo di persone pronto a autoprodurre energia entro fine anno. Sono i membri dell’associazioneScuolaLiberaTutticostituita da alunni, ex alunni, genitori, docenti e personale Ata dell’Istituto scolastico comprensivo via Padre Semeriaa cui si sommano i residenti dei quartieri San Paolo e Garbatella che hanno voluto aderire al progetto. Una porzione di Roma che conta circa 130.000 cittadini e, per questo, talmente ampia da rendere effettivamente questa comunità energetica tra le più grandi in Italia. A guidarla saràÈnostra, fornitore cooperativo nazionale di energia elettrica rinnovabile. A finanziarla, invece, è il Municipio VIII con 40.000 euro per la realizzazione – entro dicembre 2023 – di un impianto fotovoltaico da 15 kWp che sarà installato sul tetto della scuola media Moscati. Una comunità energetica solidale La singolarità della comunità energetica promossa dall’associazione va ben oltre il numero dei suoi componenti. Prima, però, è bene chiarie che le comunità energetiche rinnovabili (introdotte in Italia con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019) sono associazioni senza scopo di lucro tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni e pmi che si uniscono con l’intento di produrre, scambiare e consumare energia. L’obiettivo è quello di ottenere incentivi (sconti in bolletta) per l’energia effettivamente condivisa tra i soci. Una comunità energetica, però, si dice solidale quando quegli incentivi vengono utilizzati per altro. È il caso dell’associazioneScuolaLiberaTuttiche ha dato vita a questa comunità con l’intenzione di utilizzare i benefici economici derivanti dalla produzione di energia perfinanziare attività e progetti educativi per l’intera comunità. I beneficiari, dunque, non saranno solo i membri della comunità, ma i cittadini dei quartieri coinvolti. Ma c’è di più, perché una parte dei benefici economici saranno destinati ad alcune famiglie in stato di disagio per contrastare la crescente povertà energetica con cui molti italiani stanno facendo i conti. Il patto con il settore pubblico L’idea inziale era quella di realizzare un impianto interamente a spese dell’associazione per un importo di 10.000 euro. L’iniziativa però ha attratto l’attenzione del Municipio VIII di Roma che ha deciso di sostenere economicamente il progetto stanziando una somma di 40.000 euro per l’installazione di un impianto fotovoltaico da 15 kWp sul tetto della scuola media Moscati, uno dei plessi scolastici dell’Istituto comprensivo. L’apporto del settore pubblico all’iniziativa è fondamentale. Da un lato, infatti, il Municipio aiuterà l’associazione aindividuare le famiglie in stato di disagio economicoa cui destinare parte dei benefici ottenuti dalla produzione di energia. Dall’altro, invece, sarà parte del patto di collaborazione in cui saranno fissati i progetti e le attività educative da finanziare. «Il nostro modello di comunità sarà basato su un patto di collaborazione aperto a chiunque voglia aderire, comprese le realtà del terzo settore», spiega Mauro Gaggiotti, presidente dell’associazione e referente della cooperativaÈnostra. Il modello romano L’intenzione della Capitale è di realizzare una comunità energetica in ogni Municipio (15 in totale), mettendo a disposizione non solo risorse economiche ma soprattutto gli edifici pubblici su cui realizzare gli impianti. «Le città possono diventare protagoniste dell’autoproduzione e dello scambio di energia», sottolinea Edoardo Zanchini, responsabile dell’ufficio Clima di Roma Capitale. In futuro, la politica adottata da Roma Capitale, consentirà non solo di dar vita a nuove comunità energetiche, ma anche di ampliare quelle già esistenti – come quella della scuola Moscati – con la realizzazione di nuovi impianti. I 15 progetti in cantiere, infatti, sono solo parte di una fase sperimentale che anticipa la realizzazione di comunità energetiche su 300 scuole romane. Sul modello della comunità dell’associazioneScuolaLiberaTuttisi perseguiranno finalità sociali sui singoli territori: un modello di cittadinanza attiva plasmato con energia rinnovabile.

Redazione

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